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"Firmo io": Falcone salva la mozione di sfiducia a Crocetta

Il vicecapogruppo del Pdl, con una mossa a sorpresa, tende una mano ai deputati del Movimento 5 Stelle e dà la disponibilità a firmare. Poche ora prima c'era stata la defezione in extremis di Currenti, della lista Musumeci

Il colpo di scena è arrivato alla fine. Quando sembrava che la mozione di sfiducia nei confronti di Crocetta fosse ormai naufragata perché mancava una firma, ci ha pensato Marco Falcone, vicecapogruppo del Pdl. Il suo partito ieri aveva spiegato di volere concedere ancora tre mesi a Crocetta per affrontare le emergenze e il tema della spesa dei fondi europei. Oggi, in serata, il dietrofront: "Di fronte alla paventata ipotesi - dice Falcone - di non poter presentare la mozione di sfiducia per la mancanza del raggiungimento del quorum, non posso assumermi la responsabilità politica di precludere un percorso alternativo a un governo fallimentare. Nel caso in cui mancasse la diciottesima firma per raggiungere il quorum sarà la mia".

Massima disponibilità a firmare la mozione. E' salva la mozione di sfiducia a Crocetta, che era stata presentata oggi dal Movimento 5 Stelle e dalla lista Musumeci. Falcone lo ha assicurato telefonicamente al capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, nel corso di una conversazione telefonica.

Poche ore prima invece la mozione era stata "congelata". Tutto per colpa di una firma. Quella del deputato regionale Pippo Currenti. Le firme erano pronte per essere immesse direttamente nel sistema informatico. Insieme alla mozione presentata da M5S, erano state apposte quelle del gruppo Musumeci, di cui fa parte proprio Currenti, deputato messinese, alla sua terza legislatura. Che all'improvviso ha però riconsiderato la propria posizione.

Il parlamentare era apparso imbarazzato. Il numero minimo per poter depositare la mozione è di 18. Nel novero c'era anche Currenti. Insomma, la sfiducia è stata caricata in sistema, sul sito internet dell'Assemblea, senza il consenso del parlamentare. In realtà Currenti non ne sapeva nulla. Il parlamentare ha poi negato di aver dato la propria disponibilità. Una mossa che aveva spiazzato i deputati pentastellati. Fino al colpo di scena firmato Falcone.

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