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Un momento della consegna questa mattina. Sotto: il documento

Un momento della consegna questa mattina. Sotto: il documento

M5S rinuncia a rimborsi elettorali, ma sbagliano i calcoli

L'importo di un milione 426 mila euro annunciato ieri si basava sulla vecchia legge. Presentata una letterale formale a Palazzo dei Normanni per dire no alle somme. Castello (Grande Sud): "Rimborsi non sono automatici, basta non chiederli"

Il Movimento 5 Stelle ha presentato questa mattina formale rinuncia ai rimborsi elettorali per le elezioni dello scorso 28 ottobre. Ma senza la consegna simbolica della gigantografia di un assegno da un milione e 426 mila euro annunciata ieri: la somma corretta dovrebbe aggirarsi intorno al milione di euro. Il calcolo infatti era basato sulla legge 157 del 1999,  modificata a luglio dalla legge 96/2012. Quest'ultima normativa ha introdotto nuovi parametri di computo del rimborso, legati agli abitanti della regione e, comunque, alla disponibilità di un fondo massimo assegnato dallo Stato di circa 16 milioni. Così i grillini hanno  preferito non indicare al momento la somma esatta cui rinunciare. (GUARDA IL VIDEO)

"Sarei cauto sui numeri - ha detto un attivista del M5S, l'avvocato Francesco Menallo - di certo, stando alle modifiche introdotte e visto il tetto, probabilmente il rimborso destinato ai partiti quest'anno sarà minore. Al di là delle cifre - ha concluso - noi restituiremo tutto e ciò non toglie nulla al nostro gesto". Il portavoce Giancarlo Cancelleri e i 15 deputati eletti all’Ars hanno così presentato per conoscenza all'Ufficio Protocollo della Presidenza una lettera (inviata anche al presidente della Camera) nella quale affermano di rinunciare al rimborso per le spese elettorali.

“NON SERVE LETTERA DI RINUNCIA”. "I rimborsi elettorali non sono automatici, bisogna chiederli”, afferma in una nota la coordinatrice nazionale dei Club di Grande Sud, Costanza Castello. “La nuova normativa – prosegue - è chiara: per ottenere il denaro pubblico bisogna fare un'esplicita richiesta 'entro il trentesimo giorno successivo alla data delle elezioni'. Se non la si fa, non si riceve un euro. Non serve, pertanto, alcuna lettera di rinuncia. Non si scrive una missiva per confermare di volersi avvalere di un diritto”.


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