Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Movimento 5 Stelle, caso firme false: spuntano i primi indagati

Il caso delle elezioni del 2012 arriva a una svolta. Già pronti gli inviti a comparire. Gli indagati saranno interrogati nei prossimi giorni dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dalla pm Claudia Ferrari, titolari dell'inchiesta

La vicenda sulle presunte irregolarità che i grillini avrebbero commesso nella raccolta delle firme si arricchisce di un altro capitolo. Ci sono degli indagati nell'inchiesta della Procura di Palermo. I fatti affondano le radici nella primavera del 2012, in piena vigili elettorale. Al centro del caso ci sono le firme apposte per la presentazione della lista del M5s alle ultime Comunali palermitane. Il procedimento penale (n.18679/16) non è più a carico di ignoti e, secondo quanto riporta l'agenzia Ansa, sarebbero pronti gli inviti a comparire per gli indagati che saranno interrogati nei prossimi giorni dall'aggiunto Dino Petralia e dalla pm Claudia Ferrari, titolari dell'inchiesta.

La norma punisce con la reclusione, tra l'altro, "chiunque  forma falsamente, in tutto o in parte, le schede o altri atti dal presente testo unico destinati alle operazioni elettorali o altera uno di tali atti veri, o sostituisce, sopprime o distrugge in tutto o in parte uno degli atti medesimi è punito con la reclusione da uno a sei anni. E'  punito con  la  stessa pena chiunque fa scientemente uso degli atti falsificati, alterati o sostituiti, anche se non  ha concorso alla consumazione del  fatto. Se il fatto è commesso da chi appartiene all'ufficio elettorale, la pena è della reclusione da due a otto anni e della multa da 1.000 euro a 2.000 euro.

A scoperchiare la "pentola", su cui da settimane stava indagando la Procura di Palermo, sono state le Iene. In poche ore i pentastellati palermitani avrebbero raccolto 1.200 firme per presentare la lista alle elezioni comunali 2012 di Palermo. Firme che però risulterebbero - come emerge dai servizi della trasmissione Mediaset - essere state autenticate a marzo.

"Se qualcuno degli attivisti del MoVimento 5 Stelle a Palermo sa qualcosa parli - aveva tuonato di recente Beppe Grillo -. I portavoce del MoVimento 5 Stelle accusati nel servizio hanno sporto denuncia per diffamazione e calunnia e si sono dichiarati assolutamente estranei e non coinvolti nei fatti. Se sarà accertato che i colpevoli sono iscritti al MoVimento 5 Stelle saranno presi adeguati provvedimenti disciplinari".

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