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Seduto per il minuto di silenzio, Puma: “Non era mancanza di rispetto”

La replica del consigliere della Settima Circoscrizione: “Sono rimasto seduto, in religioso silenzio, riflettendo ai fatti accaduti il 23 maggio 1992. Il rispetto per le vittime non è più forte se si è in piedi. Da mesi soffro di un malessere fisico”

“Nessuna mancanza di rispetto, solo un religioso silenzio anche se da seduto”. Dà la sua spiegazione il consigliere della Settima Circoscrizione, Natale Puma, che non si è alzato durante il minuto di silenzio per Falcone. Il suo “atteggiamento”, rimarcato da alcuni “colleghi” consiglieri”, ha scatenato una pioggia di polemiche.

“Dispiace che per avversione politica si arrivi a tanto – scrive Puma su PalermoToday - Il rispetto per tutte le vittime, e ancor più per quelle di mafia, non è più forte se si commemorano in piedi o seduti. Sono rimasto seduto, in religioso silenzio, riflettendo ai fatti accaduti il 23 maggio 1992, pensavo – spiega - a quanti sono morti ma ero assorto pensando all' unico sopravvissuto di cui nessuno più parla. Spiace aver ferito gli animi dei colleghi che hanno abbandonato l'aula, ma il mio stare seduto non era per mancanza di rispetto verso nessuno. Chi mi conosce sa quanto io sia sensibile a queste tematiche e vicino alle vittime specie se di mafia. Il motivo per cui non mi sono alzato – conclude Puma – è per un malessere fisico che da circa un mese mi affligge. ribadisco, quanti mi conoscono apprezzano la mia onestà, sincerità, e trasparenza”.

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