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Sabato, 27 Novembre 2021
Politica

Il ministro Cartabia loda Palermo: "Fiore all'occhiello della giustizia italiana"

La Guardasigilli ha incontrato i vertici degli uffici giudiziari del distretto e ha visitato il museo allestito nelle stanze in cui lavorarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Annunciati investimenti grazie al Pnrr

"Questo distretto è uno dei fiori all'occhiello della giustizia italiana. Palermo è un esempio virtuoso di come la giustizia, che è innanzitutto un servizio al cittadino e alla comunità, può essere efficiente se accompagnata da un'attenzione del ministero, del Governo e dello Stato centrale. Forse proprio per le sofferenze che hanno colpito questa terra e la magistratura in particolare questa attenzione negli ultimi decenni alla realtà della giustizia in Sicilia e Palermo c'è stata e voi ne avete fatto un fatto buon uso". Sono le parole del ministro della Giustizia, Marta Cartabia, oggi al Palazzo di giustizia incontrando i vertici degli uffici giudiziari del distretto. Rivolgendosi alle toghe, la titolare della Giustizia ha sottolineato che "occorrono attenzione e risorse, strumenti, ma soprattutto persone illuminate come voi, che sappiano sfruttare le occasioni, nella consapevolezza che il bisogno di giustizia è inesauribile. Qui c'è stata la prova evidente nel corso degli anni di cosa possa essere una magistratura che funziona in una terra particolarmente provata, ma che deve essere guardata come la possibilità di quella rinascita e di quel riscatto che tanti stanno invocando nel nostro Paese". 

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Quanto alle risorse materiali, il ministro ha chiarito che "per la Corte d'appello di Palermo ci sono 15 milioni nel Pnrr che potranno essere utilizzati per le manutenzioni, anche per l'efficientamento energetico. Il decoro degli edifici, sobri e senza sfarzi, ma funzionali, accoglienti e rispettosi del contesto, è qualcosa da non trascurare anche negli interventi che ci riguardano. Il Pnrr ci consente poi di assumere a brevissimo più di 5.400 unità di personale tecnico tra laureati, diplomati, statistici, informatici che sono tutte figure indispensabili e sempre più necessarie nel mondo della giustizia". 

Tra i temi affrontati anche quello della riorganizazione del sistema giustizia. "E' in corso - ha spiegato Cartabia - una grossa ristrutturazione a livello ministeriale che prevede la nascita di un nuovo dipartimento dedicato all'informatica e alla statistica proprio perché questo è il futuro del nostro accelerare la giustizia laddove ci sono i tempi morti, ma non a discapito della qualità". L'obiettivo del ministero è "colpire i tempi morti e le dilazioni inutili. Quale qualità può aggiungere a un processo un tempo di transizione tra la fine del primo grado e quello di appello che dura 6-7 mesi, due anni - ha sottolineato il ministro -? Quello è un tempo inutile, che non aggiunge neanche un briciolo di qualità alla risposta di giustizia, va solo a scapito della ragionevole durata del processo, che è un principio che noi vogliamo provare a rispettare".  

La Guardasigilli ha visitato anche il museo allestito nelle stanze del palazzo di giustizia in cui lavorarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A farle da guida è stato Giovanni Paparcuri, sopravvissuto alla strage costata la vita al giudice Rocco Chinnici, poi collaboratore di Falcone. 

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