Bocciato il piano rifiuti della Regione, il ministero dell'Ambiente: "Servono 2 inceneritori"

Da Roma arriva lo stop al documento redatto dai tecnici regionali e scoppiano le polemiche. Legambiente insorge e punta il dito contro il M5S: "E' una vergogna". I grillini si difendono: "Musumeci fa peggio di Crocetta". Orlando: "Sindaci non consultati". Costa: "Contrario a questi impianti, avviata ispezione interna"

Il piano rifiuti della Regione non passa l'esame del ministero dell'Ambiente. Una bocciatura messa nero su bianco in una relazione di 40 pagine che rileva la mancanza di "informazioni e analisi tecniche fondamentali per valutare la sostenibilità del piano", contesta "i dati e il percorso per raggiungere alti livelli di raccolta differenziata". Arriva financo a definire "sgrammaticato" il testo redatto dai tecnici regionali, che utilizza "termini inesistenti nel vocabolario italiano".

Nel documento del governo nazionale si aprono soprattutto le porte ai termovalorizzatori: "Si rileva l’assoluta necessità di localizzare sul territorio dell’Isola almeno due o più impianti di incenerimento di capacità pari al relativo fabbisogno". Un passaggio che fa scoppiare un caso politico, perché il ministero guidato dal grillino Sergio Costa va contro uno dei cavalli di battaglia del M5S in Sicilia: il "no" ai termovalorizzatori. In serata però proprio il ministro Costa che sconfessa i suoi tecnici: "Ho dato mandato immediato al capo di gabinetto e al segretario generale di aprire un'istruttoria amministrativa interna per conoscere chi abbia violato la mia direttiva politica: mai e poi mai da questo ministero ci sarà un via libera a nuovi inceneritori".

Orlando: "La Regione la smetta di decidere per i sindaci"

La questione è anche pratica: il piano della Regione, secondo Roma, non contiene previsioni chiare sul flusso di rifiuti che andrà conferito in discariche nei prossimi tre anni. E siccome l'indifferenziato in qualche modo va smaltito, occorre chiudere il ciclo dei rifiuti. Un concetto sottolineato anche dal deputato regionale pentastellato Giampiero Trizzino, ex presidente della commissione Ambiente dell'Ars, secondo cui "il governo Musumeci riesce a peggiore la situazione ereditata da Crocetta".

Anche il M5S però finisce al centro della bufera. Sull'ipotesi termovalorizzatori infatti insorgono gli ambientalisti, che puntano il dito contro il ministro pentastellato Costa: "E' una vergogna" tuona Legambiente. "Blocchiamo subito questa scellerata ipotesi, forse non notata dal M5S, che ci farebbe tornare indietro e ricominciare un avvilente dibattito sulla gestione virtuosa dei rifiuti in Sicilia - afferma il presidente regionale Gianfraco Zanna -. Il piano lo riteniamo molto carente, una mera dichiarazione d’intenti, dove si elencano degli obiettivi da raggiungere ma non come potere attuarli. E poi il vero nodo, quello degli impianti, che non vengono in alcun modo programmati. Quindi, non poteva non arrivare il duro giudizio del ministero dell’Ambiente". Claudio Fava, presidente della commissione regionale Antimafia, rincara la dose: "Il ministro Costa propone di azzerare l’unico elemento positivo contenuto nel piano regionale, e cioè il definitivo superamento dei termovalorizzatori, proposti per quindici anni da Cuffaro, Lombardo e Crocetta. Che ne pensano i cinque stelle siciliani?".

Tra i favorevoli agli inceneritori c'è invece Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che dichiara: "Non si può continuare a riempire le discariche, già quasi al collasso. Anche se la differenziata in Sicilia recuperasse l’abissale ritardo con il resto del Paese, resterebbe comunque una frazione che solo i termovalorizzatori potrebbero smaltire. La Regione deve, quindi, assumersi le proprie responsabilità e decidere come e dove costruire finalmente questi impianti con il minimo impatto ambientale. Sono necessari e meno inquinamenti delle discariche”.  

Nella polemica s'inserisce anche il sindaco Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia: "La Regione la smetta di pensare di potere decidere cosa devono fare i sindaci senza neanche consultarli o poi si ritroverà un ministro dell’Ambiente che critica la Regione per avere approvato piani dei rifiuti farlocchi. A fare il gioco del primo della classe si scopre di restare fuori. E' necessaria una collaborazione fra le istituzioni che si occupano di rifiuti". Orlando scarica sulla Regione anche i ritardi "molto gravi" nella realizzazione della settima vasca di Bellolampo: "Si è assunta l’incarico di realizzare l’impianto, aspettiamo che lo faccia". Così il sindaco, che nei giorni scorsi ha contestato alla Regione anche lo stop ai commissari delle Srr a partire dal primo aprile. Una posizione che la maggior parte dei Comuni da deciso di non sostenere, preferendo seguire le indicazioni della Regione per evitare il blocco della raccolta dell'immondizia. 

assessore alberto pierobon-2In mattinata però l'assessore regionale all'Energia, Alberto Pierobon, aveva provato a gettare acqua sul fuoco sulla bocciatura del piano rifiuti: "Le osservazioni del ministero rientrano nel normale iter di approvazione del piano rifiuti. Non c’è nulla di eccezionale, anzi ben vengano. Il piano va integrato col contributo di tutti per avere il miglior risultato possibile. Alcune critiche sono costruttive, altre le valuteremo, ma c’è talmente tanto da fare che ogni aiuto è sempre utile". All'interno dell’iter per l’approvazione del piano è previsto il rilascio della Vas, la valutazione ambientale strategica, da parte dell'assessorato regionale Ambiente. La procedura dà 60 giorni di tempo ai soggetti interessati e competenti in materia ambientale come sindaci, associazioni, lo stesso ministero, per presentare delle osservazioni.

"E' la prima volta che la Sicilia decide di dotarsi di un piano rifiuti - dice Pierobon - è un lavoro storico, un documento importante di pulizia e trasparenza che il governo sta portando avanti. Anche altre amministrazioni ritenute virtuose hanno ricevuto osservazioni anche più dure, eppure oggi le prendiamo a modello. Le osservazioni del ministero fanno parte del normale iter seguito per migliorare il piano. Si tratta di centinaia di pagine e allegati che vanno integrati con i suggerimenti di tutti, dei territori, delle opposizioni, dei sindaci. Non ci sarà alcun allungamento dei tempi".

"Il ministero dell’Ambiente pare intenzionato a non farci risolvere presto il problema dei rifiuti in Sicilia. Invece di agevolare e sostenere la nostra coraggiosa azione, cerca mille cavilli al Piano regionale dei rifiuti per allontanare la soluzione e riavvicinare l’emergenza. Replicheremo ai cavilli entro sessanta giorni!", dichiara, in una nota, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. "Prendiamo atto che il governo grillino di Roma - conclude il governatore - si è convertito ai termovalorizzatori e ci chiede di realizzarne almeno due. Per noi non è un problema, visto che non abbiamo mai avuto alcun pregiudizio su questo tipo di impianto. Qualcuno però avverta il ministro dell’Ambiente Costa, che invece ha sempre ripetuto di essere contrario agli inceneritori. Questa schizofrenia non agevola la celere soluzione del problema rifiuti nell’Isola, ma serve almeno a far capire ai siciliani con chi abbiamo a che fare, alla faccia della leale collaborazione tra istituzioni".

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"Anche sui rifiuti in Sicilia rispunta la famosa 'manina'. Dopo le auto blu acquistate a loro insaputa, dopo il condono fiscale, il ddl povertà, l'Anac e la sicurezza stradale, si scopre che anche al ministero dell’Ambiente, guidato dai cinque stelle e dal loro ministro Costa, c’è una manina che impone i termovalorizzatori in Sicilia. E per di più a loro insaputa. Ridicoli" chiosa il segretario del Pd Sicilia, Davide Faraone.

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