Mercati Generali, i consiglieri comunali Mineo e Ferrandelli: "Totale disorganizzazione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Una dura presa di posizione contro la totale disorganizzazione dell’amministrazione comunale in tema di mercati generali è stata presa dai consiglieri Andrea Mineo, vicepresidente della commissione bilancio, e Fabrizio Ferrandelli, componente della stessa commissione.

“Oggi in commissione – dichiarano i due esponenti delle opposizioni - dopo 10 giorni di estenuante attesa e di continue rassicurazioni pretendiamo che l'amministrazione si attivi sul tema e che l'assessore riferisca in commissione di ciò che è stato fatto per razionalizzare la ripresa delle attività ai mercati generali. Ci risulta, infatti, che le direttive imposte dagli uffici su indicazione dell’amministrazione, siano troppo stringenti e inadeguati alla reale utenza del mercato. Siamo al paradosso – proseguono Mineo e Ferrandelli – di vietare l’ingresso al mercato di camion carichi di merce deperibile per una improbabile registrazione attraverso una App che sarebbe abbastanza complicata rendendo impossibile mettere in contatto le parti che vendono e acquistano attraverso i commissionari che rimangono senza merce pur dovendo lo stesso corrispondere gli alti oneri per gli spazi utilizzati".

Ferrandelli-19"Crediamo – aggiungono – che ci voglia anche buon senso perché verificato che la tecnologia applicata ai mercati non funziona a dovere è necessario semplificare l’iter per permettere al mercato ortofrutticolo, polmone produttivo della città, di rivitalizzarsi permettendo ai camion di scaricare merce tracciabile ed evitare, nello stesso tempo, che si possa creare un mercato parallelo e illegale senza sicurezza sulla tracciabilità delle merci mettendo a rischio la salute dei cittadini. Siamo di fronte ad una amministrazione inadeguata – concludono Mineo e Ferrandelli – che in un momento di crisi molto accentuato come quello generato dall’emergenza covid-19 invece che sburocratizzare per agevolare la ripresa del tessuto economico e produttivo della città, complica tutto ma probabilmente, non sapendo davvero che pesci prendere, attende che qualcuno decida al loro posto levandogli le castagne dal fuoco”.

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