Migranti, Musumeci da Conte: "Viviamo un calvario, la nostra paura si accentua con il Covid"

Le parole pronunciate dal governatore all'uscita da Palazzo Chigi subito dopo l'incontro col premier: "Non siamo assolutamente soddisfatti perché risposte concrete non ne sono arrivate". Il presidente del Consiglio: "Il fenomeno è complesso da sempre e non bastano gli slogan per affrontarlo"

Conte (di spalle) durante l'incontro con Musumeci

"Abbiamo aperto una breccia in un muro che sembrava di cemento armato. Quello del popolo siciliano è un interminabile calvario. La gente ha paura, ed è una paura che si accentua con il Covid, questo l'ho detto a Conte e ai ministri presenti". Sono le parole pronunciate ieri sera dal governatore della Sicilia, Nello Musumeci, all'uscita da Palazzo Chigi subito dopo l'incontro sull'emergenza migranti.

Col governo "restano diversità di vedute - ha detto -. Ci hanno presentato alcune iniziative, ma slegate da un calendario. Noi abbiamo chiesto che non arrivino più navi delle Ong e che la Ue faccia la sua parte. Siamo contrari all'ampliamento di hotspot, ovunque si trovino nell'isola. Abbiamo spiegato che Lampedusa vive forti tensioni sociali" e il premier Giuseppe Conte "ha assicurato interventi economici a sostegno. Abbiamo detto al governo che restiamo vigili, non indietreggiamo di un solo centimetro".

Musumeci-Conte, vertice a Palazzo Chigi: il video

"Non siamo assolutamente soddisfatti perché risposte concrete non ne sono arrivate. Prendiamo atto della buona volontà espressa dal governo, ma di buone volontà sono lastricate tutte le strade del mondo", ha aggiunto il governatore. "Abbiamo dimostrato che l'hotspot di Lampedusa e tutti gli altri centri di accoglienza vanno svuotati per essere adeguati alle norme anti Covid. Abbiamo chiesto di non portare più navi ong nei porti siciliani e italiani. E' il momento che anche l'Europa faccia la propria parte. La Sicilia si fa carico dei migranti che arrivano coi barconi e coi barchini. Abbiamo chiesto lo stato di emergenza per Lampedusa ma il governo risponde che lo stato di emergenza c'e' in tutta Italia e non c'e' bisogno ci sia per Lampedusa. La riteniamo una sottovalutazione del problema", aggiunge.

"L'unica cosa certa, e questo è quello che ci soddisfa, è che abbiamo potuto prendere atto che anche il governo è d'accordo con noi che migliaia di migranti non possono essere ammassati - ha concluso Musumeci -. Nei prossimi giorni potrebbe già aprirsi un cantiere per adeguare l'hotspot lampedusano alle norme anticovid. Ma in Sicilia abbiamo 42 centri e il 90 per cento è fuorilegge dal punto di vista delle norme anti Covid", aggiunge.

Conte: "Non bastano gli slogan"

Così invece il premier Giuseppe Conte: "Tra giovedì e venerdì arriveranno 2 navi di grandi dimensioni e contiamo così di svuotare Lampedusa. Siamo pronti a rafforzare la sorveglianza sanitaria dei migranti per garantire la massima sicurezza della popolazione. Lampedusa, in particolare, merita misure economiche di favore, con specifico riguardo a sospensione di adempimenti e versamenti, anche arretrati. La sofferenza economica, e non solo, merita una risposta forte dello Stato".

"Siamo consapevoli delle difficoltà che state vivendo e della necessità di studiare insieme le soluzioni più efficaci per far fronte a queste difficoltà. Ma sappiamo anche che il fenomeno è complesso da sempre e non bastano gli slogan per affrontarlo, ma sono necessarie iniziative a vari livelli e interventi ben sinergici e ben coordinati". "Si è appena formato il governo tunisino e ora ci sono le premesse per intensificare i rimpatri. Confidiamo di rafforzare il programma dei rimpatri utilizzando anche sistemi più flessibili, inclusi trasporti marittimi".

Sull'emergenza migranti "vi è poi il livello di gestione europeo: abbiamo coinvolto la Commissione europea e i ministri Di Maio e Lamorgese sono stati in Tunisia con i Commissari europei Johansson e Várhelyi proprio per impostare soluzioni europee".

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