E' ancora scontro sui migranti, Musumeci: "Perché l'ordinanza non è stata impugnata subito?"

Il governo nazionale ha confermato che farà ricorso al Tar, ma il presidente della Regione va avanti: "Atto vigente e va eseguito, da Roma solo silenzi. La Sicilia non ce la fa più: dall'1 gennaio accolti oltre 17 mila migranti"

Continua il braccio di ferro tra il presidente della Regione, Nello Musumeci, e il Viminale. Al centro dello scontro l'ordinanza firmata dal governatore siciliano, che prevede lo svuotamento di hotspot e centri d'accoglienza nell'Isola e il trasferimento dei migranti fuori dalle strutture dell'isola.

Ieri Musumeci ha inviato alle autorità competenti una diffida ad adempiere alla sua ordinanza. Oggi dovrebbe arrivare la risposta del governo nazionale: Roma ha confermato che farà ricorso al Tar contro l'ordinanza sui migranti di Musumeci. Secondo l'esecutivo guidato dal premier Conte, il presidente della Regione Siciliana è andato al di là delle proprie competenze, che invece spetterebbero al ministro dell'Interno. L'impugnativa, annunciata da due giorni, dovrebbe essere firmata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Una decisione presa "dopo un attento esame di tutti gli atti e le norme dell'ordinamento".

"Perché non lo hanno fatto entro le 48 ore, come era giusto fare? - ha detto Musumeci intervenedo a Omnibus su La7 -. Perché si è perso perso così tanto tempo? Se non è ancora impugnata, vuol dire che è vigente e va eseguita. Ed io ho il dovere di occuparmi della salute di chiunque sia sulla nostra Isola. Non posso girarmi dall'altra parte e neppure fare finta di niente. Il silenzio del governo centrale, mentre a Lampedusa ci sono 1.200 persone stipate dentro l'hotspot, è sempre più assordante!". Sul possibile scontro istituzionale tra Palermo e Roma davanti alla magistratura, Musumeci ha poi aggiunto: "Anche noi abbiamo sentito il parere di diversi costituzionalisti. Loro faranno sentire loro trombe, noi faremo suonare le nostre campane".

Per Musumeci, che respinge al mittente le accuse di tentativi di speculazione ("da parte mia non possono esserci condizionamenti di carattere elettorale"), il tema è politico e se non sono arrivate risposte adeguate "è senza dubbio una sconfitta della politica, della buona politica. Le istituzioni devono dialogare e la politica trovare delle soluzioni. Se da Roma ci si chiude a riccio e si risponde con silenzi, con superficialità e arroganza è chiaro che si ricorre alla magistratura. Cosa che sinceramente vorrei evitare. Ma io sto esercitando il mio legittimo diritto, credo nelle istituzioni e rappresento la più grande regione d'Italia. Una regione che non ce la fa più a subire l'indifferenza del governo. Abbiamo ricevuto oltre 17 mila migranti dal 1 gennaio. Per non parlare della condizione con cui i migranti vengono tenuti. Come si fa a non guardare come questi disperati vengono ammassati come se fossero bestiame?".

Infine la stoccata all'Ue: "Questa Europa cinica ed egoista è convinta che soltanto l'Italia, e in particolare la Sicilia, debba affrontare questo dramma umano ed economico".

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