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"Matrimonio Gesap-Airgest? Un ritardo lungo vent'anni"

Gaetano Randazzo, consigliere di Cinisi: "La paventata fusione degli scali della Sicilia occidentale poteva diventare realtà già nel 2002, quando il Comune possedeva il 4.3% delle azioni del capitale sociale di Gesap"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La strada è tracciata e il Presidente della Regione Sicilia Renato Schifani lo ha ribadito anche alla Bit di Milano: gli aeroporti della Sicilia occidentale devono seguire il processo della fusione al fine di migliorare le loro performances in termini di competitività e servizi ai milioni di turisti che transitano sugli scali aeroportuali siciliani. Volontà ribadita già dal suo predecessore Nello Musumeci, che proprio la scorsa primavera ha battezzato la fusione tra gli aeroporti di Comiso e quello di Catania. Fusione a cui seguirà la grande operazione della privatizzazione dell'intero sistema aeroportuale della Sicilia occidentale, che coinvolgerà anche gli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria.

Ma se andiamo indietro di vent'anni, nel 2002 Gesap, guidata da Giovanni Maniscalco, acquisì una quota significativa ( 28.23%) in Airgest, al fine di promuovere la realizzazione di un sistema aeroportuale della Sicilia Occidentale che, in prospettiva, potesse anche comprendere gli scali di Lampedusa e Pantelleria. L’acquisizione di tale partecipazione – che vedeva la GESAP quale unico socio industriale di AIRGEST – è avvenuta nel presupposto che la stessa potesse partecipare fin da subito alla governance della società attraverso un accordo con la Camera di Commercio di Trapani. L’acquisizione di tale partecipazione, poi successivamente dismessa dal nuovo management, avvenne nel presupposto di sterilizzare eventuali analoghe iniziative da parte di altre società di gestione aeroportuale che avrebbero potuto rappresentare una minaccia commerciale per la GESAP, stante che l’aeroporto di Trapani-Birgi insiste all’interno dell’isocrona dell’aeroporto di Palermo.

L'allora A.d. di Gesap era dunque un visionario o una certa politica ha bloccato un processo che già oggi poteva essere una grande realtà siciliana? E in questo contesto di grandi sfide per il nostro scalo, quale sarà il ruolo del comune di Cinisi, che ha visto progressivamente ridursi la sua partecipazione azionaria al 2.9 % . Dismissione o rilancio. E con quali risorse? Sarebbe interessante sentire il sindaco Palazzolo, ma il suo silenzio è ancora una volta assordante.

Gaetano Randazzo, consigliere comunale Cinisi

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