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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

I sindaci siciliani volano a Roma: "Noi senza risorse e senza personale, qualità dei servizi a rischio"

La manifestazione è stata indetta dall'Anci per chiedere "provvedimenti normativi urgenti. Utopistico sperare di poter utilizzare in maniera efficace le risorse della Programmazione Comunitaria 2021-2027 e del Pnrr"

Manifestazione dei sindaci siciliani oggi a Roma per chiedere al governo nazionale provvedimenti normativi urgenti "per porre rimedio alla crisi finanziaria e di personale che riguarda i Comuni". La mobilitazione è promossa dallì'Anci, con l'adesione di Cgil, Cisl, Uil e Forum terzo settore. 

I sindaci sono arrivati nella Capitale con numeri alla mano. "Ad oggi - spiegano dall'Anci -solamente 152 comuni su 391 hanno approvato il Bilancio di previsione 2021-2023, appena 74 comuni hanno approvato il consuntivo 2020 e circa 100 comuni si trovano già in dissesto o sotto Piano di riequilibrio". Oltre alle questioni finanziarie i sindaci siciliani evidenziano "anche le problematiche di carattere organizzativo, partendo da un recente monitoraggio, condotto dall’Associazione, in cui spicca un dato preoccupante e relativo ai posti vacanti nelle piante organiche dei comuni siciliani: mancano circa 15 mila unità tra cui circa 4000 fra dirigenti e categorie D".

Secondo l’Associazione dei comuni siciliani, "in base a questa situazione drammatica, appare sempre più utopistico pensare di erogare servizi di qualità a cittadini e imprese e sperare di poter utilizzare in maniera efficace le risorse della Programmazione Comunitaria 2021-2027 e del Pnrr".

I sindaci si sono confrontati anche col sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Giancarlo Cancelleri. "Per me - ha detto - è stato quasi un obbligo morale, oltre che politico, incontrarli e facilitare le loro interlocuzioni perché sono convinto che le varie difficoltà possono essere risolte soltanto con un'azione di sistema che coinvolga tutti i livelli, politici e istituzionali, regionali e nazionali.  E’ l’unico modo per mettere i sindaci nella condizione di poter governare evitando di far pagare le conseguenze del dissesto ai cittadini siciliani, in termini di tagli ai servizi, maggiori tasse e mancato sviluppo. Serve un intervento concreto da parte dello Stato nella direzione delle proposte che i sindaci hanno avanzato e già da oggi ci muoveremo normativamente in tal senso".

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