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Rifiuti, Palermo seconda in Italia per mancato pagamento della Tari: "Si riscuote il 50%"

E' quanto emerge dall'analisi di Crif Ratings sui bilanci dei Comuni italiani: in tutta la provincia mancano all'appello 93 euro per cittadino; cifra che sale a 117 euro se si considera la città metropolitana. "Tassa legata a elementi che esulano dall'effettivo utilizzo del servizio"

Cassonetti stracolmi e immondizia per strada

Palermo è seconda in Italia nella classifica del mancato pagamento della tassa dei rifiuti. Una "medaglia d’argento" per nulla invidiabile, che conferma la difficoltà nella gestione del servizio di raccolta e smaltimento dell'immondizia. Nella provincia di Palermo mancano all’appello 93 euro per cittadino; cifra che sale a 117 euro se si considera Palermo come città metropolitana. Con una percentuale di riscossione sull’accertato del 50%.

E' quanto emerge dall’analisi di Crif Ratings sui bilanci dei Comuni italiani: l'agenzia di rating ha analizzato i mancati incassi su base pro capite relativi alla tassa rifiuti del 2016, evidenziando le differenze emergenti a livello regionale, provinciale e di città metropolitane. "Sebbene la base della Tari sia legata al principio del "chi inquina paga" sancito dell’Unione europea - si legge nel report - il corrispettivo dovuto dall’utenza è legato esclusivamente ad elementi che esulano dall’effettivo utilizzo del servizio (ovvero superficie dell’abitazione e numero componenti del nucleo familiare). Pertanto tende ad amplificare le esternalità negative di comportamenti spesso 'non etici'. Inoltre, dal punto di vista finanziario, l’applicazione della logica del tributo fa restare in capo ai Comuni il rischio di mancata riscossione".

Confrontando tra loro le regioni italiane, si nota come la Sicilia si posizioni sempre al secondo posto per la mancata riscossione pro capite della tassa sui rifiuti con una media di 77 euro su un accertato del 38%. Al primo posto vi è il Lazio (con 121 euro e quasi il 51% degli importi accertati), al terzo la Campania (63 euro) e al quarto la Calabria (circa 45 euro). Tra le regioni virtuose si trovano quelle a statuto speciale del Nord Italia (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Val d’Aosta), la Lombardia e il Veneto con mancati incassi pro capite inferiori a 10 euro (ovvero meno dell’4% sull’accertato).

A livello nazionale, secondo il report di Crif Ratings, ogni anno manca all’appello il 20% dei corrispettivi dovuti, che tradotto in altre parole significa che una famiglia italiana su cinque non paga. L’ammanco ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2016 e si è attestato mediamente intorno a 1,7 miliardi annui nel triennio 2014-2016.

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