Il piano della Regione contro l'abusivismo: "Decadenza per i sindaci inadempienti e fondi ai Comuni"

Le famiglie che abitano in case che si trovano nelle zone a rischio idrogeologico dovranno essere sgombrate. Musumeci: "Per 60 giorni daremo noi i soldi ai Comuni". Istituito un fondo di rotazione e l'Autorità di bacino, disposta la pulizia di oltre 80 fiumi

Il presidente della Regione durante il sopralluogo a Casteldaccia

Via i sindaci inadempienti e soldi ai Comuni per sostenere le spese delle famiglie sgomberate dagli immobili che si trovano nelle zone a rischio idrogeologico individuate nel Pai. Nel piano del governo Musumeci contro l'abusivismo è prevista la decadenza dei primi cittadini che "non adotteranno le ordinanze per lo sgombero immediato delle aree a pericolosità geografica, a rischio di dissesto idrogeologico e nelle aree di vincolo assoluto di inedificabilità". Lo annuncia il presidente della Regione, Nello Musumeci, che oggi pomeriggio ha presentato un apposito disegno di legge già approvato in Giunta. Il ddl, che sarà consegnato al presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè, dovrebbe vere una corsia preferenziale in Parlamento.

Istituito un fondo di rotazione di un milione di euro presso l'assessorato alle Autonomie locali: "Potrebbe accadere - spiega Musumeci - che i sindaci ci rispondano di non avere risorse sufficienti per pagare i disagi delle famiglie sgomberate, quindi sarà possibile che la Regione versi ai Comuni dei fondi per sostenere le spese della pensione degli sgomberati nei primi due mesi. Queste cifre dovranno poi essere restituite da ogni famiglia".

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Gli uffici della Regione già nel mese di giugno di quest'anno, il 5 giugno per l'esattezza, hanno scritto ai sindaci siciliani affinché segnalassero la presenza delle case abusive in luoghi particolarmente vulnerabili. "Su 390 sindaci hanno risposto solo una quarantina" ha ricordato il governatore siciliano, Nello Musumeci, spiegando che i primi cittadini che "non lo hanno fatto sono stati raggiunti da un ispettore nominato dalla Regione affinché potesse acquisire tutta la documentazione per conoscere gli immobili abusivi". 

Tragedia di Casteldaccia, la villa andava abbattuta: proprietari condannati già nel 2010

Casteldaccia - Comune dove l'esondazione del fiume Milicia ha causato la morte di nove persone che si trovavano in una villetta abusiva - ha ricevuto la prima lettera il 5 giugno, la seconda il 7 di settembre. "In questi giorni - ha sottolineato il governatore dell'Isola - abbiamo disposto la pulizia di oltre 80 corsi d'acqua, la gente ci ha detto di non aver mai visto un intervento disposto dalle istituzioni e dalle autorità. La pulizia dei fiumi consente all'acqua di defluire senza ostacoli. Abbiamo proceduto con una trentina di somme urgenze, mentre le altre iniziative saranno portate avanti con procedure ordinarie, attingendo al Fondo di sviluppo e coesione. Abbiamo deliberato di investire 7 milioni di euro per la pulizia dei primi corsi d'acqua, quelli ritenuti particolarmente bisognosi di intervento. Lo abbiamo fatto già nel mese di settembre perché pensavamo che intervenire sui fiumi potesse essere una scelta giusta per evitare sciagure. Alcuni mesi fa, infine, abbiamo approvato il Piano per la mitigazione del rischio alluvioni, atteso da anni e predisposto dall'assessorato al Territorio". Con atto formale, inoltre, la Regione ha chiesto al governo nazionale l'istituzione di un fondo per consentire ai sindaci di effettuare le demolizioni degli immobili abusivi. "Così non ci saranno più alibi", ha detto Musumeci.

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La Giunta ha deliberato il regolamento per l'Autorità di bacino: istituita dal governo con una norma inserita nella legge di stabilità del maggio scorso. "Si tratta di una struttura prevista da una legge del 1989, rilanciata da un'altra norma nazionale del 2006 ha detto Musumeci ma in questi 29 anni la Regione siciliana non l'ha mai istituita. Eravamo l'unica regione a non averla". L'Autorità di bacino è una struttura interdipartimentale, che si occupa della programmazione e della gestione degli interventi sui corsi d'acqua e di tutto ciò che riguarda la vulnerabilità dei territorio. "Stiamo istituendo il comitato tecnico scientifico - ha concluso Musumeci - per non perdere neppure un giorno e consentire a questa struttura di essere operativa". Il comitato sarà formato da docenti universitari e da esponenti segnalati dagli ordini professionali, che non riceveranno alcun compenso se non un minino rimborso spese.

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