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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Politica

Giovanni Brusca lascia il carcere, Orlando: "C'è ancora bisogno di verità e giustizia"

Lo "scannacristiani", poi pentito, fuori da Rebibbia per fine pena. La sua liberazione era prevista ma nonostante questo ha innescato aspre polemiche. Il sindaco: "Si riaccende indignazione per violenze commesse". Musumeci: "Legge deve essere cambiata"

"Questo momento conferma quanto bisogno vi sia ancora di verità e giustizia nel nostro Paese". Con queste parole il sindaco Leoluca Orlando commenta la scarcerazione dell'ex boss mafioso Giovanni Brusca. Formalmente l'uomo che ha materialmente azionato il telecomando della strage di Capaci del 1992, e che fatto sciogliere nell'acido il piccolo Giuseppe Di Matteo, ha chiuso i conti con la giustizia. Lo "scannacristiani", poi pentito, ha lasciato il carcere di Rebibbia per fine pena. La sua liberazione era quindi prevista ma nonostante questo ha innescato aspre polemiche.

I familiari delle vittime di Cosa nostra: "Un dolore ma è la legge..."

I familiari delle vittime urlano tutto il loro dolore e la politica anche in questo caso si divide. Per Orlando la scarcerazione "Richiama ancora una volta le sofferenze delle vittime e dei loro familiari e riaccende ancora più forte la loro indignazione per le terribili violenze commesse da Brusca".

"Sapere che Brusca è, oggi, uomo libero lascia senza parole", dice il presidente della Regione. "La Legge è legge, si dirà. Ma se una norma è palesemente sbagliata va cambiata - aggiunge -. Magari non potrà più servire per Brusca ma servirà almeno ad evitare un altro caso simile. Di fronte agli 'sconti' concessi a chi ha ordinato oltre cento omicidi, sia comunque serratissima la vigilanza. Per scongiurare che la libertà barattata possa, Dio non voglia, fornirgli anche la più remota possibilità di tornare ad essere il mostro che è stato". 

"Una vergogna totale!", commenta l'assessore regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà (Lega). "Mi domando che Paese è - dice Samonà - quello in cui un feroce assassino, ancorché collaboratore di giustizia, può uscire dal carcere, nonostante si sia macchiato di orrendi omicidi. Non è questa la giustizia che vogliamo".

Toni diversi quelli di Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia dell'Assemblea regionale siciliana. "Che Brusca, scontata la sua pena, venga scarcerato è un fatto normale - dice -. Quello che non è normale, invece, è che dopo 30 anni la verità sulle stragi sia ancora tenuta ostaggio di reticenze, viltà e menzogne".

Articolo aggiornato l'1giugno 2021 alle ore 11,42 // Inserita dichiarazione Musumeci

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