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Comune di Corleone sciolto per mafia, Cgil: "Città indietro di 30 anni"

Per il responsabile legalità della Cgil di Palermo ed ex segretario della Camera del lavoro di Corleone, Dino Paternostro, "chi ha sbagliato deve pagare duramente"

"È accaduto l'inevitabile, ma io non sono contento. Per colpa di amministratori incapaci di resistere alle collusioni con la mafia, la città di Corleone è stata ricacciata indietro di trent'anni". Così il responsabile legalità della Cgil di Palermo ed ex segretario della Camera del lavoro di Corleone, Dino Paternostro, commenta lo scioglimento per mafia del comune di Corleone.

"Questo è un momento doloroso per i tanti cittadini onesti di Corleone, che non hanno nulla da spartire con la mafia e i mafiosi - aggiunge - Ma serve comunque a fare chiarezza. Chi ha sbagliato deve pagare duramente. Da parte nostra ci impegneremo per ricostruire a Corleone un fronte degli onesti, che lavori per una ripartenza della nostra città, fondata sui valori di legalità e giustizia sociale".

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