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M5s, il collegio dei probiviri ha deciso: sospesi Nuti, Mannino, Di Vita e Busalacchi

I tre portavoce alla Camera e l'attivista, indagati nell'inchiesta sulle firme false, non hanno accolto l'invito all'autosospensione lanciato dal leader Beppe Grillo e davanti ai pm di Palermo si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Il collegio dei probiviri del Movimento Cinque Stelle ha deciso: sospesi in via cautelare Riccardo Nuti, Claudia Mannino, Giulia Di Vita e Samantha Busalacchi. I tre portavoce alla Camera e l'attivista indagati nell'inchiesta sulle firme false alle Comunali 2012 di Palermo, non hanno accolto l'invito all'autosospensione lanciato dal leader Beppe Grillo, a differenza dei deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio che hanno ammesso le loro responsabilità. Oggi il nuovo organismo previsto dallo statuto dei Cinque Stelle per decidere su sanzioni disciplinari, sospensioni cautelari ed espulsioni, composto da Nunzia Catalfo, Paola Carinelli e Riccardo Fraccaro si è riunito per vagliare le loro posizione e ha poi deciso per la sospensione.

"Ogni valutazione definitiva sull’eventuale addebito disciplinare - si legge nella nota appena diffusa - sarà effettuata nella piena cognizione di tutti i fatti rilevanti di cui al presente procedimento, anche all’esito delle valutazioni svolte dall’autorità giudiziaria e nel contraddittorio con gli interessati".

L'unica a commentare la decisione del collegio rispondendo a un commento sul proprio profilo su Facebook è la deputata Giulia Di Vita. "Tengo solo a precisare che io non ho fatto un bel niente - scrive la deputata -. Per il resto si vedra'".

Sempre oggi i due deputati nazionali Mannino e Nuti sono stati ascoltati dai pm di Palermo insieme ad altri dei 13 indagati ed hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nuti, accompagnato dall'avvocato Antonina Pipitone, è arrivato alle 12,40 in Tribunale. Alle elezioni del 2012 il deputato palermitano era candidato sindaco. Il deputato pentastellato si è anche rifiutato di rilasciare il saggio grafico richiestogli dai magistrati. Stessa scelta avevano fatto gli altri indagati interrogati oggi: Claudia Mannino, il marito, Pietro Salvino, l'avvocato e attivista Francesco Menallo e il cancelliere del Tribunale Giovanni Scarpello. Anche Samanta Busalacchi, due giorni fa, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. L'incontro di Busalacchi con i magistrati palermitani era durato appena 20 minuti.

Durante il breve incontro di sabato mattina l'attivista grillina, fedelissima del deputato Nuti, aveva però accettato - su richiesta dei pm - di scrivere di suo pugno alcune frasi di fantasia per poi consentire ai periti della Procura di effettuare un saggio grafico.

"Per quanto riguarda Nuti, Mannino e Busalacchi - si legge nella nota pubblicata sul sito di Beppe Grillo - sono stati segnalati inoltre come comportamenti non conformi ai principi del MoVimento l'avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte ai pm e il rifiuto di procurare un saggio grafico (come appreso dalle agenzie di stampa)".

In tutto gli indagati sono tredici. Nei giorni scorsi l'unica a recarsi di sua spontanea volontà dai pm è stata Claudia La Rocca, che insieme all'altro parlamentare regionale siciliano Giorgio Ciaccio sono gli unici ad essersi autosospesi.

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