M5S, nuova lite tra Gelarda e il resto del gruppo: alta tensione tra i pentastellati

Ad accendere la miccia l'organizzazione di una manifestazione per denunciare lo stop al governo nazionale grillini-leghisti. Forello&co. smentiscono sit-in a piazza Verdi per domani. Botta e risposta: "Iniziativa personale". "Avevo il benestare, io libero da condizionamenti"

Un'altra polemica, l'ennesima, in casa Movimento 5 Stelle. Si acuisce ancora di più la spaccatura tra il consigliere Igor Gelarda e il resto del gruppo consiliare, capeggiato da Ugo Forello: ormai una vera e propria telenovela. La lite stavolta scoppia sull'organizzazione di un sit-in per denunciare lo stop al governo nazionale targato M5S-Lega.

Stamattina Gelarda ha annunciato "un momento di incontro e di informazione, per domani a piazza Verdi (ore 17), su ciò che sta accadendo a livello nazionale", sottolineando che avrebbero partecipato "attivisti, portavoci di circoscrizione, comunali regionali e nazionali per spiegare cosa sta accadendo a Roma in questo momento e affermare il nostro diritto a determinare il futuro". Una comunicazione, ha precisato Gelarda, "a nome di tutto il Movimento 5 Stelle".

Qualche ora ed arriva la smentita di Forello, Argiroffi, Amella, Lo Monaco e Randazzo, che in una nota affermano: "Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle si trova costretto ancora una volta, a distanza di pochi giorni, a prendere le distanze dal consigliere Gelarda per iniziative condotte a titolo personale, non concordate e all’insaputa del gruppo. Nessun consigliere comunale e di circoscrizione, e nessun parlamentare di Palermo risulta coinvolto in una fantomatica manifestazione programmata per domani alle 17. La situazione appare paradossale in considerazione del fatto che tale iniziativa non si concilia neanche con i lavori d’aula al Comune che per domani, allo stesso orario, prevedono una seduta con il sindaco in cui sarà chiamato a rispondere sulla gestione deficitaria della sua amministrazione. Ci scusiamo con tutti gli attivisti a nome del Movimento 5 Stelle locale per il disagio e li invitiamo a partecipare alle uniche due iniziative ufficiali già programmate: il viaggio a Roma in pullman per la manifestazione nazionale del 2 giugno e un sit-in in centro a Palermo per il 3 giugno".

A stretto giro di posta il dietrofront di Gelarda: "La manifestazione del Movimento di domani pomeriggio a piazza Verdi è stata rinviata al 3 giugno. Si è preferito infatti concentrarsi, per adesso, sulla manifestazione nazionale del 2 giugno. L'iniziativa palermitana viene dunque rimandata a domenica 3 giugno. Data che permetterà anche ai portavoce nazionali, che domani non sarebbero potuti essere presenti in quanto a Roma, di aderire alla manifestazione".

Quando però Gelarda apprende della presa di posizione dei suoi colleghi in Consiglio, ecco che i toni s'inaspriscono. E dopo i distinguo sul "no" alla realizzazione dell'hotspot per migranti allo Zen, si consuma un nuovo strappo. "Incredibilmente, ancora una, volta i miei colleghi del gruppo consiliare prendono le distanze da me quando do seguito ad indicazioni del Movimento 5 Stelle nazionale. L'altra volta hanno clamorosamente smentito il programma di governo del M5S-Lega, nei punti relativi all'immigrazione. Questa volta io, raccogliendo anche le numerose istanze che mi stavano giungendo dal territorio, ho solo voluto dare seguito a quanto scritto da Luigi Di Maio in un suo post, che esortava ad organizzare manifestazioni in tutte le piazze d'italia, come quella del 2 giugno. Tra l'altro prima di chiedere l'autorizzazione in Questura avevo avuto il benestare alla manifestazione, nonché alcuni consigli pratici, da parte di Giancarlo Cancelleri e di alcuni deputati regionali".

"Successivamente - conclude Gelarda - dopo avere parlato con alcuni nazionali e per favorire la loro presenza alla manifestazione (visto che domani non sarebbero potuti essere presenti in quanto erano al parlamento), abbiamo deciso di spostare a domenica 3 giugno l'incontro. Mi pare sempre più chiaro che una parte del gruppo consiliare stia operando in pericolosa autonomia rispetto a quelle che sono le indicazioni e le direttive nazionali del Movimento. Io continuo a essere nel solco dei principi del M5S e a svolgere il mio ruolo di portavoce dei palermitani, seppur in questo momento da solo. Trova infine puerile, e ci facciamo solo ridere addosso, per questi continui comunicati che non migliorano di una sola virgola la vita dei palermitani, ma sembrano solamente un passatempo per danneggiare chi lavora, sul territorio, libero da condizionamenti qualsiasi genere". A quanfo la prossima puntata della "telenovela"?

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