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Lombardo, cadono le accuse di mafia Risponderà di reato elettorale

La vicenda del presidente della Regione siciliana e del fratello Angelo, parlamentare dell'Mpa, si alleggerisce rispetto al quadro iniziale. Il processo comincerà il 14 dicembre

Da concorso esterno in associazione mafiosa a reato elettorale. La vicenda di Raffaele Lombardo presidente della Regione siciliana e del fratello Angelo, parlamentare del Mpa si alleggerisce rispetto al quadro iniziale. La Procura della Repubblica di Catania ha, infatti, derubricato le accuse contestate e così i due politici dovranno presentarsi il 14 dicembre davanti alla quarta sezione penale del Tribunale etneo. I fatti si riferiscono alle elezioni del 2008 quando Angelo Lombardo venne eletto alla Camera dei deputati (lo stesso reato è attribuito al leader dell’Mpa).

Con questa richiesta si conclude, dunque, la vicenda che ha visto indagato inizialmente per concorso esterno in associazione mafiosa il governatore nell'ambito dell'inchiesta "Iblis". Nei mesi scorsi la sua posizione, quella del fratello e di un imprenditore era stata stralciata dal procuratore facente funzione Michelangelo Patanè e dall'aggiunto Carmelo Zuccaro, alimentando forti divergenze con il pool di magistrati che aveva condotto l'indagine e che intendevano sostenere la richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno.

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