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Regione, Lombardo riferisce all’Ars “Mi dimetterò il 31 luglio”

Il governatore della Sicilia batte sul ferro rovente dell'economia: "Chiederò a Monti copia degli atti che secondo lui causerebbero il rischio default"

Raffaele Lombardo

Il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, riferendo in Aula all'Ars sulla lettera inviatagli dal premier Monti ha toccato vari punti caldi della situazione politico economica siciliana.

DEFAULT. "Subito dopo aver incontrato Monti chiederò di incontrare il presidente della Repubblica e la convocazione del Consiglio dei Ministri per fare chiarezza sul bilancio della Sicilia. Martedì, - ha aggiunto - quando incontrerò il Premier Monti gli chiederò copia di questi atti che secondo lui causerebbero il rischio default. Se li avessimo avuti prima la nostra risposta sarebbe stata più puntuale. Un mese fa avevamo incontrato il minstro Grilli per riferire la condizione dei nostri conti, perchè ritenevamo opportuno un confronto e già da allora avevamo auspicato una collaborazione tra noi e il governo nazionale". Il govenatore non nega i problemi finanziari dell'Isola: "Ci sono delle criticità, nessuno lo nega, ma il nostro debito è di circa 6 miliardi e pesa su un bilancio di 27 mld e, per il 7%, sul nostro modesto pil regionale. Contro un debito dello Stato del 120%. Il 50% del debito - ha detto ancora il Governatore - è legato alla necessità di onorare il piano di rientro della spesa sanitaria, 2 mld 640 mln di euro circa. Per il debito accantoniamo automaticamente, per ogni euro che entra, la quota che serve a servizio del debito, per onorare l'impegno del mutuo contratto e gli stipendi dei regionali".

ASSUNZIONI REGIONALI. Sul nodo delle assunzioni Lombardo prova a fare chiarezza: "Il trand del personale regionale è in decrescita. Il picco di 19.434 è stato nel 2006, poi si è scesi a 17.795 nel 2011. In questa decrescita è compresa la stabilizzazione dei precari dell'amministrazione. Lo stesso trand vale per dirigenti della regione. Erano 2.441 nel 2001, decresciuti a 1.818 nel 2012. Piaccia o non piaccia non li si può esiliare o eliminare in altra forma". Lombardo poi ha ricordato che gran parte del personale pubblico siciliano influisce sulle spese regionali, dal momento che le loro mansioni sono a carico della Regione e non dello Stato centrale come in altre regioni italiane non a statuto speciale.

GIORNALI. "Chi ci ha calunniato è giusto che sia perseguito in sede civile e penale. Mi riferisco a qualche giornale. Chi ci ha calunniato in base al fatto che ha ricevuto qualche incarico, qualche rapporto fiduciario, è bene che questo incarico lo lasci. Vorrei richiamare inoltre chi in questi giorni si sta esercitando nel dare lezioni a tenere una sola parte in commedia. Ci prendiamo gli insulti, ma non stiamo con un piede qua e uno di la".

FIAT. "Ho parlato con i cinesi della Chery e sono disposti a investire a Termini Imerese nell'ex stabilimento Fiat. Il Lingotto, che ha licenziato la nostra gente e chiuso la fabbrica, conceda spazio ai concorrenti, non saranno loro a far scendere la quota Fiat sul mercato dell'auto, come sta già accadendo". Il presidente della Regione ha anche rivendicato il blocco degli investimenti sull'eolico, in mano "al malaffare criminale" e i progetti dei termovalorizzatori. Questo - ha aggiunto - ha dato fastidio e oggi i grandi gruppi pretendono risarcimenti. Ma noi andiamo orgogliosi delle nostre scelte"

DIMISSIONI. Infine l'atteso programma per il futuro: "Mi dimetterò il 31 luglio. Spero che questa esperienza vi abbia arricchito -ha affermato rivolgendosi ai parlamentari del suo gruppo- quando, tra breve, dovrete eleggere un nuovo presidente". Nel suo intervento per riferire sulla situazione del bilancio, Lombardo ha aggiunto: "Abbiamo invitato tutti, durante questa legislatura, a tenere una parte in commedia, la nostra è sempre stata quella della difesa in buona fede, sacrificando un pezzo della nostra vita per i problemi della Sicilia". Il governatore ha poi rivendicato: "Abbiamo lottato contro la mafia. Tanti mafiosi non si configurano con merito, ma con la mancanza di un demerito. come se dovessi vantare la mia virtù perchè non mi ubriaco".

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