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Legittima difesa, Idv: "Mai più drammi come quello della gioielleria La Torre"

Italia dei Valori promotrice testo di iniziativa popolare, in base al quale i cittadini devono avere la possibilità di reagire. Durante la violenta rapina con sparatoria in corso Calatafimi, nel 2002, rimase ferito alla testa anche un bambino di 7 anni

"Mai più casi drammatici come quello accaduto alla gioielleria 'La Torre' di Palermo". Lo chiedono a gran voce i parlamentari dell'Idv, promotori del testo di iniziativa popolare sulla legittima difesa, in base al quale i cittadini devono avere la possibilità di reagire. E Idv prendono come esempio proprio la rapina avvenuta in corso Calatafimi nel 2002, quando i proprietari sono stati vittime anni fa di un violentissimo assalto durante il quale i delinquenti hanno sparato contro la madre e il figlio di 7 anni del titolare (GUARDA IL VIDEO). I meno giovani ricorderanno che nel corso della sparatoria il bambino rimase ferito: per lui furono necessari diversi punti di sutura alla testa.

Rapina seguita da altri eventi criminosi. "E ancora oggi - dice il vicesegretario regionale dell'Italia dei Valori siciliana, Paolo Caracausi - questa famiglia vive nella paura, una sensazione che purtroppo è assai diffusa in tutto il Paese: il milione e duecentomila firme raccolte in sostegno alla nostra proposta di legge popolare per rinforzare la legittima difesa, già depositata in Cassazione, è una dimostrazione della poderosa domanda di sicurezza che proviene dai nostri territori”.

E proprio in questi giorni i titolari si sono visti respingere dalla Prefettura la richiesta di porto d'armi. “Nel nostro testo - aggiunge Caracausi - chiediamo anche si elimini la beffarda circostanza, prevista dalla legge vigente, che vede l'aggredito ulteriormente penalizzato dal dover eventualmente versare un risarcimento ai delinquenti. I cittadini devono potersi difendere quando subiscono aggressioni, o quando ad essere aggrediti sono i propri cari o i propri beni, all'interno del proprio domicilio. Vogliamo difendere gli onesti, favorire la certezza della pena, mandare in galera i delinquenti”.

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