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Passo avanti per il casinò a Cefalù: la Regione fa sul serio

C'è la stretta: il progetto all’Ars avrà una corsia preferenziale. Andrà infatti con urgenza all’analisi della Commissione Affari Istituzionali. L'ultima parola spetta al Parlamento. Sono tutti d'accordo: deputati e assessore

Il primo accordo c’è, ma l’ok definitivo deve arrivare da Roma. C’è una legge per aprire i casinò: il progetto all’Ars avrà una corsia preferenziale. Andrà infatti con urgenza all’analisi della Commissione Affari Istituzionali. Sarà il primo all'ordine del giorno. Come deciso dai capigruppo all'Ars. E tanti sono aggrappati al disegno di legge voto 180 per i casinò in Sicilia. Che nell'Isola sarebbero due: Cefalù e Taormina. L'ultima parola spetta al Parlamento. Anche l'assessore regionale al Turismo, Michele Stancheris, aveva detto sì all'apertura nelle scorse settimane: "Cefalù è una località idonea come sede di casinò, perché è la località turistica più forte della Sicilia occidentale”.

Insomma, sono tutti d'accordo. Deputati regionali e assessore. La procedura d’urgenza è stata decisa dalla conferenza dei capigruppo dell’Ars su richiesta del capogruppo di Articolo 4, Luca Sammartino, che è la vera anima dell'iniziativa. Forse quello che ci crede di più. “Quella della realizzazione dei casinò è una opportunità che la Sicilia non deve più farsi sfuggire. Troppo spesso i turisti lasciano l’Isola per dirigersi sulla vicina isola di Malta dove si può anche giocare in un casinò. Ed anche sul territorio italiano il ricorso ai sistemi di gioco on line quasi sempre gestiti dall’estero fa si che questo genere di attività si svolga regolarmente ma indirizzando su altri territori i vantaggi e con scarse possibilità di controllare i flussi finanziari".

Sammartino aggiunge: "Appare dunque urgente ed opportuno dare il via libera ai casinò in Sicilia nell’ambito di una legge organica che preveda anche il controllo sui flussi finanziari ottenendo un doppio risultato: da una parte cogliere l’occasione di sviluppo, dall’altra togliere il sistema del gioco al controllo da parte di società estere o, peggio, allo sfruttamento del vuoto normativo da parte della criminalità organizzata". "Si tratta di iniziativa - conclude Sammartino - che possono contribuire in maniera significativa allo sviluppo della Sicilia anche in termini di attrattività turistica".

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