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Anello e Gelarda ai ferri corti: nella Lega acque agitate dentro e fuori Palazzo delle Aquile

Lo scontro interno fra i due esponenti del Carroccio, che va avanti già da diverso tempo, ha portato alla formazione di due blocchi contrapposti. L'ultima polemica, che si è consumata sui gazebo per i referendum in materia di giustizia, mina gli equilibri del partito e potrebbe portare ad altri scossoni

Scontro interno alla Lega, con il capogruppo in Consiglio Igor Gelarda e il coordinatore cittadino Alessandro Anello ormai ai ferri corti. Le tensioni tra i due vanno avanti già da diverso tempo e ieri c'è stata una nuova "puntata" di quella che nei fatti è una gara a chi riesce a conquistare maggiore visibilità. Sì, perché c'è ben poco di politico nella disputa tra i duellanti. La questione riguarda soprattutto gli aspetti comunicativi legati all'attività del partito, dentro e fuori Palazzo delle Aquile. 

L'ultima polemica interna si è consumata sui gazebo della Lega per i referendum in materia di giustizia. Ieri Anello, in una nota, ha comunicato la ripartenza dei gazebo dopo la pausa di agosto; oggi Gelarda ha risposto con un suo comunicato per rivendicare il lavoro organizzativo che sta portando avanti assieme a Elisabetta Luparello, responsabile provinciale dei giovani della Lega, sulla raccolta firme per il referendum promosso dal Carroccio assieme ai Radicali.

Non è la prima volta che i dissidi dentro lo schieramento palermitano della Lega si tramutano in una "battaglia" a colpi di comunicati stampa. Era accaduto anche dopo la seduta straordinaria in Consiglio sull'emergenza cimiteri, alla quale ha partecipato il sindaco Orlando. In quell'occasione la Lega ha addirittura inviato due comunicati-fotocopia: uno firmato da Gelarda e Caronia; l'altro da Anello, Cancilla e Figuccia. Questi i blocchi che si contrappongono nel Carroccio. Gelarda, in alcune occasioni, ha infatti trovato sponda in Marianna Caronia, da poco rientrata nella Lega dopo la parentesi in Forza Italia. Anello invece finora ha contato sul supporto di Cancilla e Figuccia.

Dopo la svolta moderata della Lega, inaugurata con la nomina a coordinatore regionale di Nino Minardo, Anello ha scalato le gerarchie nel partito a scapito di Gelarda, che per lungo tempo è stato il frontman del Carroccio a Palermo, dentro e fuori Palazzo delle Aquile. Con le nuove nomine territoriali fatte da Minardo, che hanno mutato l'organigramma della Lega, non è più così. E a Gelarda starebbe stretto il semplice ruolo di capogruppo in Consiglio. Di contro Anello, nella qualità di responsabile cittadino e area metropolitana, avrebbe più volte rivendicato lo scettro delle iniziative politiche e "denunciato" invasioni di campo.

Un cortocircuito che provoca scintille sempre più di frequente. Ieri la chat whatsapp della Lega Palermo era particolarmente "bollente". La situazione però sta provocando non poche irritazioni nella base, che teme un indebolimento del Carroccio per liti finalizzate ad affermare una presunta supremazia di una fazione sull'altra. E c'è anche chi inquadra la fronda capeggiata da Gelarda, sostenuta in determinate occasioni da Marianna Caronia, come un tentativo di colpire non solo Anello ma anche il coordinatore regionale della Lega: entrambi destinatari di attacchi a testa bassa.

Non è perciò escluso che Minardo - per tenere salde le briglie del partito - possa presto tornare a Palermo per affrontare questo ennesimo scontro, che non è dato sapere se sia già a conoscenza del leader nazionale Matteo Salvini. E non è nemmeno escluso che, a livello palermitano, possa esserci qualche altro scossone. I ben informati riferiscono che il ruolo di capogruppo in Consiglio, oggi in capo a Gelarda, potrebbe vacillare. Nelle scorse settimane Anello, Cancilla e Figuccia ne avrebbero discusso ma alla fine si sarebbe deciso di non forzare la mano. Almeno per il momento. 

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