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Lo spoglio delle schede

Lo spoglio delle schede

Le Circoscrizioni e la maggioranza che non c'è: Consigli a rischio paralisi

Nella distribuzione dei seggi risultano 5 i componenti della maggioranza (presidente incluso) e altrettanti quelli delle opposizioni. Sotto accusa un'interpretazione della legge. Alla Quarta e alla Sesta proclamazione prima del parere dell'ufficio centrale elettorale

La maggioranza che non c'è. Dopo la proclamazione dei eletti nelle prime due Circoscrizioni - la Sesta e la Quarta - monta il caso delle coalizioni uscite vittoriose dalle urne che, a conti fatti, non hanno la maggioranza in Consiglio.

Nella distribuzione dei seggi, infatti, risultano cinque i componenti della maggioranza (presidente incluso) e altrettanti quelli delle opposizioni (candidato presidente sconfitto compreso). E' il frutto di un'interpretazione della legge elettorale che sta creando non pochi malumori e che, se dovesse essere confermata, porterebbe i Consigli di circoscrizione alla paralisi.

Della questione, le commissioni elettorali circoscrizionali avrebbero investito l'ufficio centrale elettorale. Tuttavia, nel caso della Sesta e della Quarta Circoscrizione, è stata decretata la proclamazione degli eletti prima che arrivasse il parere richiesto. Una matassa complicata e difficile da districare a proclamazione avvenuta: messo il sigillo sugli eletti, l'unica strada è infatti il ricorso alla giustizia amministrativa.

"Siamo - dice Aurelio Scavone, capogruppo del Movimento 139 in Consiglio comunale - innanzi al paradosso di Consigli di circoscrizione per i quali si sta applicando una sorta di 'premio di minoranza'. Può starci una interpretazione della legge, certamente confusa e poco chiara, che non assegna un premio di maggioranza - prosegue Scavone - ma da qui non si può certamente arrivare ad una composizione degli organismi collegiali che non rispecchia e anzi rischia di vanificare la chiara volontà degli elettori. Saranno i consiglieri esclusi da questo questo sistema di calcolo a valutare il ricorso al Tar, ma non si può non sottolineare l'anomalia politica e istituzionale di quanto sta avvenendo".

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