Politica

La difesa del presidente Lombardo: “Mai fatto voto di scambio”

Il governatore della Regione sul suo blog: "Anche la Procura di Catania riconosce che io non ho mai sostenuto, aiutato o favorito la mafia. Ora dimostrerò assoluta infondatezza delle nuove accuse"

“La derubricazione a reato elettorale è il primo passo per fare finalmente giustizia delle tante accuse rivoltemi, molto spesso soltanto a mezzo stampa, a fini di strumentalizzazione politica, e sempre a scapito della verità”. Lo scrive sul suo blog il presidente della Regione Raffaele Lombardo dopo che la Procura di Catania ha derubricato le accuse contestate da concorso esterno in associazione mafiosa a reato elettorale. “E la verità – continua il Governatore - oggi riconosciuta anche dalla Procura di Catania, è che io non ho mai sostenuto, aiutato o favorito la mafia e i mafiosi. Con la serenità di sempre, e fiducioso nella magistratura, dimostrerò dinanzi al Ggudice monocratico, e in tempi brevissimi, l’assoluta infondatezza della nuova ipotesi accusatoria, non avendo mai ricompensato con contropartite di alcun genere il consenso di chicchessia”.

I fatti si riferiscono alle elezioni del 2008 quando il fratello Angelo venne eletto alla Camera dei deputati (lo stesso reato è attribuito al leader dell’Mpa). Con questa richiesta si conclude, dunque, la vicenda che ha visto indagato inizialmente per concorso esterno in associazione mafiosa il governatore nell'ambito dell'inchiesta "Iblis". Nei mesi scorsi la sua posizione, quella del fratello e di un imprenditore era stata stralciata dal procuratore facente funzione Michelangelo Patanè e dall'aggiunto Carmelo Zuccaro, alimentando forti divergenze con il pool di magistrati che aveva condotto l'indagine e che intendevano sostenere la richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno.
 

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