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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica

Irpef, il ministero dell'Economia gela il Comune: "Coi fondi della finanziaria va prima azzerato il disavanzo"

Questa la risposta del ragioniere generale dello Stato al sindaco, che aveva chiesto un'interpretazione della norma. In attesa di un parere del Viminale resta congelata la nuova delibera che la Giunta dovrebbe portare in Consiglio. Traballa il piano di riequilibrio, l'assessore Marino: "Non vogliamo appesantire le aliquote"

Il contributo assegnato dallo Stato al Comune per ripianare il disavanzo non potrà essere usato per alleggerire l'aumento dell'Irpef. O meglio, "può essere destinato a finalità diverse dalla copertura del disavanzo, solo qualora sia stato integralmente azzerato il disavanzo". 

Il ministero dell'Economia e delle Finanze in una nota firmata dal ragioniere generale dello Stato Biagio Mazzotta gela il sindaco Leoluca Orlando, che aveva chiesto un'interpretazione dell'articolo 1 comma 565 della finanziaria. Con questa norma, il governo nazionale ha assegnato per il 2022 circa 68 milioni a Palazzo delle Aquile destinati "prioritariamente alla riduzione, anche anticipata, del disavanzo di amministrazione". Di questi 68 milioni, il Comune ne vorrebbe usare 33 per attutire l'impatto delle nuove aliquote Irpef. 

Al momento, però, l'interpretazione del Mef blocca la nuova delibera che la Giunta intende portare in Consiglio dopo la bocciatura di quella che prevedeva il raddoppio dell'Irpef, di cui la stessa Giunta aveva chiesto invano la restituzione. Il Mef conclude la nota ritenendo "opportuno che vengano acquiste anche le valutazioni del ministero dell'Interno", tra i destinatari della comunicazione assieme al sindaco Orlando.

"Attendiamo il parere del ministero dell'Interno" dice l'assessore comunale al Bilancio, Sergio Marino, chiarendo che nell'attesa "la nuova delibera sull'Irpef viene congelata e non è possibile nemmeno chiudere il bilancio 2021-2023". Marino tuttavia si augura che "il ministero dell’Interno assuma una posizione diversa" e confida in una "risposta celere". La Giunta le vuole tentare tutte per "evitare un appesantimento delle aliquote Irpef". Così l'assessore, che conferma "l'impegno del sindaco in un confronto con il governo nazionale finalizzato a ottenere l'attenzione in termini di stanziamenti adeguati alle necessità del Comune di Palermo".

A chiedere di utilizzare i contributi statali per non aumentare eccessivamente le tasse erano stati inizialmente sia il presidente del Consiglio Totò Orlando sia i consiglieri di Oso Giulia Argiroffi e Ugo Forello. Una richiesta che momentaneamente viene sconfessata dalla nota del Mef. Secondo Forello, però, il sindaco avrebbe fatto "male a chiedere il parere al Mef" e ora la Giunta deve "trovare un'alternativa per rimodulare la delibera sull'Irpef". Poi aggiunge: "Gli inaccettabili aumenti dell'Irpef sono già stati bocciati dal Consiglio e i tassi della riscossione previsti sono stati sconfessati dalla realtà".

Sull'aumento delle tasse si regge un piano di riequilibrio sempre più traballante. "Il disavanzo del Comune - ricorda Forello - è di circa 600 milioni e per coprirlo coi contributi statali servirà tempo fino al 2035. La verità è che il sistema messo in piedi dall'amministrazione Orlando per raddrizzare i conti fa acqua da tutte le parti, basti pensare che nel piano è stimato un aumento della riscossione del 10% mentre nel primo trimestre di quest'anno il dato è negativo: -0,8%. Orlando purtroppo sta lasciando solo macerie".   

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