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Differenziata semplificata e tram in via Libertà più corto, Lagalla: "Dopo le Regionali le nomine nelle partecipate"

Il sindaco congela la selezione dei manager nei Cda delle aziende e sulle elezioni dice: "Ragioneremo su eventuali cambi di assessori in caso d'incompatibilità con altre cariche". Verso il piano di pulizia straordinaria della città: "Vogliamo dare l'esempio, i palermitani collaborino". I ritardi dell'Anagrafe? "Inaccettabili"

Con la pulizia straordinaria della città, al via fra meno di un mese, è come se il sindaco Roberto Lagalla volesse premere il tasto reset e ripartire da zero per rilanciare "un'amministrazione abbandonata per troppo tempo", che arranca nei servizi pubblici essenziali - raccolta dei rifiuti, cimitero, anagrafe - e si ritrova ancora senza due bilanci di previsione (2021 e 2022).

Per imboccare la strada della normalità, c'è da tirarsi su le maniche della camicia. L'immagine non è solo metaforica ma reale: di un sindaco che ripone la giacca sulla sedia e con l'immancabile sigaro (che era solito fumare anche Leoluca Orlando), dalla sua stanza di Palazzo delle Aquile inizia a sciorinare i progetti segnati nell'agenda della Giunta comunale.

Dalla raccolta differenziata semplificata - "è impensabile estendere il 'porta a porta' in tutta la città" e, aggiunge, "non si possono nemmeno eliminare tout court i cassonetti" - ad una linea A del tram, per intenderci quella che dovrebbe attraversare via Libertà, più corta. Tra una boccata di sigaro e un atto firmato dopo lettura a velocità sostenuta, Lagalla fa sapere di aver congelato le nomine nei Cda delle partecipate: "Se ne parla dopo l'election day del 25 settembre".

Già, le elezioni. Quelle Regionali potrebbero modificare l'assetto della Giunta in carica solamente dal 21 luglio (data in cui gli assessori hanno giurato). Il primo cittadino però non si scompone: "Se si dovessero presentare situazioni d'incompatibilità con altre cariche ne parleremo e ci regoleremo di conseguenza".  

Sindaco, il 12 settembre scatta il piano di pulizia straordinaria della città. La vera sfida però è mantenere il decoro nei mesi successivi, assicurando l'ordinario. Qual è la sua ricetta per portare un po' di normalità in un settore come quello dell'igiene ambientale da sempre carente? Esiste anche un problema culturale, di non sufficiente civiltà fra i cittadini?
"Sicuramente il servizio di raccolta dei rifiuti ha notevoli carenze, è però di tutta evidenza che sia negativamente condizionato da certi comportamenti dei cittadini: da chi conferisce i rifiuti fuori dagli orari stabiliti a chi abbandona gli ingombranti per strada fino a chi porta i sacchetti d'immondizia dai Comuni limitrofi e li lascia nelle vie d'accesso alla città. Per mantenere il decoro dopo la pulizia straordinaria occorrerà intensificare la vigilianza sia con le telecamere sia con ulteriori pattuglie di polizia municipale nei punti sensibili. Ben poco si potrà fare però se non ci sarà la collaborazione dei cittadini. Questo piano ha anche una funzione pedagogico-sociale: dimostrare la buona volontà del Comune e delle sue partecipate nel restituire dignità ai luoghi oggi assediati dai rifiuti, nella speranza che questo esempio possa servire affinché i cittadini rispettino regole e pulizia. L'ordinario potrà essere garantito attraverso miglioramenti progressivi e graduali della raccolta differenziata, l'uso dei centri di raccolta esistenti e di quelli che verranno realizzati. La nostra idea è quella di una differenziata semplificata: umido, indifferenziato, solidi (plastica, vetro ecc...). La Rap entro settembre ci consegnerà il suo piano industriale, che conterrà proprio questa nuova modalità di raccolta differenziata. Servono mezzi e nuovo personale: stiamo utilizzando oltre 40 milioni di fondi extracomunali per comprare le attrezzature che servono, con altri 60 milioni del Pnrr contiamo anche di dotare la Rap delle risorse umane necessarie al rilancio del servizio. Sulla discarica di Bellolampo è in corso un'analisi per il potenziamento tecnologico (aggiornamento Tmb, impianto di separazione e biometano) e una transazione con la curatela di Amia per l'utilizzo di terza e quarta vasca. Il primo lotto della settima sarà pronto entro l'autunno e comunque prima della fine dell'anno".        

Per la prenotazione di un appuntamento all'Anagrafe e per il rilascio di un certificato ci sono tempi biblici (7-8 mesi in alcuni casi). Un calvario per i palermitani e in misura maggiore per gli immigrati. Il sistema non funziona. Con l'assessore al ramo avete pensato concretamente come ridurre attese e disagi? Oltre alle indicazioni politiche, verrà organizzato il lavoro negli uffici? 
"La riorganizzazione degli uffici è al centro delle attenzioni della Giunta: ho già presentato la mia proposta agli assessori e attendo le loro osservazioni. Ne discuteremo coi sindacati e con i consiglieri limitatamente alle competenze di Sala delle Lapidi. Conosco ancora poco i problemi del'Anagrafe perché in questo primo scorcio di sindacatura mi sono occupato di cimitero, rifiuti e bilancio. Oltre alle prenotazioni sono convinto che serva l'automazione dei processi di rilascio dei certificati. Per quanto riguarda le carte d'identità intendiamo potenziare il ruolo delle postazioni decentrate. Ritengo intollerabili sia i tempi delle pratiche sia gli approcci verso l'utenza. C'è la necessità di una profonda revisione: i ritardi accumulati però sono tanti e significativi che ci vorrà del tempo, anche per migliorare i servizi anagrafici".

Con un atto d'indirizzo, la Giunta ha dato il via all'iter per la modifica della norma che prevede il limite dei 200 metri quadri in centro storico. Basterà questo per rilanciare il commercio e rigenerare il tessuto urbano in zone come via Roma? 
"Il centro storico - per una sorta di miopia selettiva - ha oggi un'eccessiva prevalenza di locali food. La possibilità che zone come via Roma vengano rivitalizzate attraendo i grandi marchi trova in questo atto della Giunta una promettente premessa. Molto dipenderà dalla qualità dei luoghi, quindi dal decoro; da un sistema dei trasporti di massa più efficiente; dalla disponibilità dei parcheggi. Da solo questo provvedimento - che avrà un iter non breve fra uffici e Consiglio - non basta, ma è un primo contributo per rilanciare l'occupazione, il mercato immobiliare e tutte le strade che risultano commercialmente desertificate".  

In campagna elettorale lei ha dichiarato di essere contrario al tram in via Libertà. Una volta eletto, però, ha detto che il progetto non può essere toccato, pena la perdita dei finanziamenti. Qualche giorno fa, la Giunta - con un atto d'indirizzo che suona come mezza bocciatura - ha ribaltato le priorità: prima le linee periferiche. Inoltre si dovrà "minimizzare l'impatto in via Libertà". Come?
"Occorre mettere in connessione il percorso esistente realizzando per prima la linea ferrata che da corso Calatafimi arriverà fino alla stazione centrale, collegando quindi i due hub dei trasporti: le stazioni Notarbartolo e centrale. Il progetto del tram va riconsiderato in relazione all'aumento delle materie prime, che stanno facendo lievitare i costi del 10-20%. Le priorità stabilite dalla Giunta riguardano le tratte C e D. Per la linea A, quella che passa da via Libertà, stiamo pensando a una modifica dell'itinerario e a una riduzione della lunghezza. Rinunceremo ad alcuni tratti di linea ferrata: i relativi tragitti verranno coperti da bus elettrici. Con il ministero dei Trasporti stiamo già dialogando: dare la precedenza alle linee B e C ci consente di guadagnare tempo per riconsiderare il progetto".  

La sua amministrazione ha deciso di riscrivere il piano di riequilibrio e di ricontrattare un altro accordo con lo Stato. La caduta del governo Draghi e le imminenti elezioni potrebbero rallentare i lavori del tavolo istituito a Roma? Quanto tempo ci vorrà per definire l'accordo con lo Stato? Nel frattempo, come la mettiamo con i bilanci non approvati? 
"La priorità è chiudere i due bilanci mancanti e conseguentemente il patto con lo Stato, che pensiamo di sottoscrivere entro settembre. Questo ci consentirà di avere una prima tranche di finanziamento da 187 milioni a fronte di un impegno ad aumentare la riscossione delle entrate, indicando dunque con quali modalità intendiamo attuarla, e una definizione più celere dei contenziosi legali. Per la maggiore quantificazione del contributo statale dovremmo attendere la legge finanziaria di fine anno. Nel decreto 'Aiuti bis', approvato dal Consiglio dei ministri, è stata accolta la nostra proposta di differimento al 28 febbraio 2023 del piano di riequilibrio. Un passaggio questo che forse sfugge al consigliere Ugo Forello. I tempi sono stabiliti, nessun rallentamento. Il piano di riequilibrio verrà definito quanto sarà nota la cifra complessiva che Roma darà al Comune. Stiamo facendo di tutto per evitare un aumento dell'Irpef, le previsioni della precedente amministrazione erano estremamente penalizzanti per i cittadini. E' nostro intendimento non alzare le tasse nemmeno di un euro. Se ciò non fosse possibile, l'aumento non dovrebbe andare oltre i 16 milioni. Nel piano di Orlando c'era un incremento Irpef di 60 milioni. Vorrei ricordare che il Comune di Palermo 
non è sommerso dai debiti ma da crediti, ecco perché il dissesto sarebbe inutile".

Quest'ultima cosa l'ha ripetuta tante volte pure Orlando...
"Diceva correttamente. Orlando era bugiardo all'occorrenza, non congenitamente".

La formazione della Giunta - seppur nei tempi previsti per legge - è stata lunga e laboriosa, non senza frizioni all'interno della coalizione. Il 25 settembre si vota per Nazionali e Regionali: come si fa a mettere al riparo la Giunta da condizionamenti politici che potrebbero avere ripercussioni sull'azione amministrativa? Esclude che ci possa essere il cambio di qualche assessore in relazione ai risultati delle urne?
"In questo momento la Giunta sta lavorando convintamente, efficacemente e in modo coeso. Se a seguito delle elezioni saranno necessarie modifiche degli assetti di Giunta per sopravvenute funzioni, ove queste non siano compatibili con la carica di assessore, ci ragioneremo. Escludo però condizionamenti politici sulla Giunta, anche perché non ci sono nemmeno le avvisaglie. Saggiamente abbiamo deciso di prorogare la nomina nei Cda delle partecipate dopo l'election day".

La sua amministrazione ha deciso di selezionare i manager delle partecipate attraverso un bando. Si tratta di un segno di sfiducia nei confronti dei partiti?
"No, abbiamo seguito una prassi già in uso al Comune di Palermo per poter attingere da una rosa di nomi con profili di esperienza e competenza".  

Così ha fatto anche l'ex sindaco Orlando, salvo poi nominare nelle partecipate uomini indicati dai partiti o alcuni suoi fedelissimi...
"Mi piace pensare che Orlando avesse tra i suoi fedelissimi solo persone competenti".

Pochi giorni fa è spuntata l'autocandidatura di Vito Riggio per la presidenza della Gesap, l'azienda più ambita. Come la mettiamo con Francesco Cascio? Dopo l'esclusione dalla Giunta, secondo i rumors, gli sarebbe stata prospettata la guida della società di gestione dell'aeroporto...
"Vito Riggio è un grande amico ed è una persona competente, questa sua autocandidatura mi era sfuggita. E' certamente un profilo autorevole: nel prenderne atto, credo che si tratti di un invito, neanche tanto sommesso, a scegliere la competenza piuttosto che l'appartenenza. Cascio è certamente un candidato di grande competenza, una risorsa".

Una risorsa per la Gesap?
"Questo lo sta dicendo lei...".

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