Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Ferrandelli, mancato sindaco senza rimpianti: "Io cammino a testa alta, altri no..."

Intervista al deputato regionale del Partito democratico che parla di tutto a PalermoToday. Dalla questione precari alle accuse di "larghe intese" e ai rapporti con Lombardo, Orlando e Crocetta: "Ogni tanto litighiamo, ma lo facciamo per non perderci..."

Un anno e otto mesi fa ha sfiorato la poltrona più importante della città. Fabrizio Ferrandelli, deputato regionale del Partito democratico, 33 anni, parla di presente, passato e futuro. Bancario e politico, Ferrandelli scopre le carte e parla delle accuse ricevute durante la campagna elettorale del 2012, della sua "ripartenza" e dei rapporti chiusi e quelli ancora aperti, con Orlando e Crocetta. Fino a quel nomignolo: "Lombardelli". Ferrandelli è stato intervistato da PalermoToday in pieno clima primarie.

Cominciamo dalla questione precari. E' stato approvato il ddl per la proroga dei precari e l'avvio del processo di stabilizzazione. Cosa succede adesso?

"Credo che ormai sui precari si vada verso una soluzione. Però dico a tutti che la parola precari è abusata, qualcuno potrebbe anche confondersi. Io sono per un piano di riorganizzazione completo. La macchina va alleggerita. Se bisogna tagliare partiamo dagli anziani, con gli scivoli. La vacca grassa deve dimagrire. Ma non si può ammazzare chi lavora da tanti anni. E tra i precari c'è tanta gente plurilareata. Sulla questione Pip ad esempio la penso come sempre. E' un bacino che esiste, ce li siamo ritrovati. Molti ci hanno giocato politicamente. Però questa gente va avanti da 15 anni e nel frattempo sono nati dei nuclei familiari. Credo che bisognerebbe mandare a casa chi non lavora e tutelare chi ha un impiego. Io sono a fianco anche dei precari della scuola. Dal 2007 combatto al loro fianco, da quando cioè ero consigliere comunale. Quante "guerre" in via Praga... Però il tema precari resta un argomento delicato. Basti dire che nella pubblica amministrazione ci sono 6.000 precari, tra i Pip sono 3.000, poi le Asp (2.000). Le soluzioni? Ho delle proposte. E cioè: turn over, accompagnamento alla pensione e incentivi al’esodo. In queste modo si potrebbe creare un risparmio del 40%".

E con Crocetta come va? In che rapporti siete?

"Il nostro è un rapporto leale. Con lui non ho mai avuto momenti di contrasto. Forse ci sono stati momenti in cui qualcuno ha alzato la voce parlando di rimpasti. Io invece con lui ho discusso solo di Muos e precari ma non abbiamo mai avuto problemi di carattere personale. Per questo con Crocetta è cresciuto un bel rapporto umano. L'ho sempre sostenuto anche se so che lui non è un "corista", ma se qualcuno è mancato è mancato nel Pd. Mi hanno cercato di convincere che bisognava sostenere altri per spaccare il centrodestra. Questo m'è costato l'elezione a sindaco. Ma io ho sempre avuto l'onestà intellettuale per fare da lucida sponda al governo Crocetta. Ora abbiamo un rapporto solido. Apprezzo gli sforzi che fa. Ce la mette tutta in ogni circostanza. Vedi ad esempio la questione Aps e i sindacati. In questi giorni abbiamo appena compiuto il primo anno di insediamento. Tante cose sono state scoperte, è innegabile l'opera di moralizzazione di Crocetta. Lui a Palazzo d'Orleans c'è sempre. O è la o è in giro per la Sicilia. I suoi sono ritmi massacranti. Insomma, non possiamo dirgli niente. E quando litighiamo sono dimostrazioni d'affetto. Si litiga per non perderci...".

Flash-back. Ferrandelli è a un passo dal diventare sindaco di Palermo. Poi non ce la fa. Ha pesato anche quello strano vezzeggiativo: Lombardelli...

"Sì. Eppure ero l’unico che non l’aveva mai conosciuto. Sicuramente uno dei pochi politici. Ho smentito tutto con i fatti, sono stato sempre coerente. C è stato un gioco che ha cercato di danneggiarmi. Altri hanno giocato la loro partita godendo di maggiore stampa. Io invece sempre stato anti-lombardiano e ho anche impedito l'alleanza con il centrodestra.

I rapporti con Orlando?

Ho conosciuto Orlando quando già facevo politica. Ero nella sua lista nel 2007. Abbiamo fatto tante battaglie insieme e devo dire la verità: non rinnego nulla. Poi le nostre strade di sono divise. Abbiamo fatto due percorsi differenti e io ho continuato nella mia via. La realtà è che io mi sono sempre emancipato. Si dice sempre che Orlando ha ammazzato i suoi figli. Ebbene, io sono rimasto vivo e ho fatto strada. Questo perché io avevo già un mio bacino, che poi si è spostato con me. Gli altri invece sono andati avanti col padrone. Mi spiace che ci siano state lacerazioni nella nostra coalizione. Io ho sempre fatto politica con sentimento. La verità è che c’erano tante attese su Orlando e adesso lo vedo decisamente in difficoltà...".

E quel sogno, già accarezzato di diventare sindaco di Palermo?

"No, non ci penso. Adesso voglio solo fare bene e andare a testa alta. In fondo è giusto così, perché sono stato coerente: tanto è vero che mi candidai a sindaco senza paracadute. E dopo essere stato battuto tornai a lavorare in banca per per sei mesi. E ora posso permettermi di camminare col passeggino per strada, insieme a mia figlia, a testa alta. Senza scorta e auto blu, tra i sorrisi della gente. Li vedo, li percepisco. Vado in giro senza vergognarmi. Altri non possono dirlo...".

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