Domenica, 13 Giugno 2021
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Centro Storico, la Bazzi annuncia: "In arrivo 350 milioni per le opere"

L'asssessore in un'intervista esclusiva a PalermoToday traccia un bilancio. "Create le condizioni per lavorare, marcando uno stacco netto con la buia epoca Cammarata. Ora avanti con aree pedonali, riqualificazione del tessuto urbano ed opere pubbliche"

L'assessore comunale Agata Bazzi

Aree pedonali, traffico, opere pubbliche e riqualificazione del tessuto urbano, sociale ed economico. Questi i temi caldi trattati dall'assessore Agata Bazzi, nell'intervista esclusiva a PalermoToday, che fa un bilancio tra passato e futuro, dai lavori dell'amministrazione messi in atto e quelli ancora da fare. Per lei un dato è certo: "La giunta è riuscita a creare le condizioni per lavorare, creando uno stacco netto con l'epoca Cammarata, durante la quale sono stati ignorati i bisogni della città". Sulla polemica post festino è chiara: "Non è stato speso un centesimo di soldi pubblici".

Come valuta il primo anno e mezzo di lavoro della giunta?
"Rispetto ai desideri ed alle problematiche, molto più grandi di quanto potessimo immaginare, abbastanza bene. Siamo riusciti a creare le condizioni per poter lavorare. Abbiamo dovuto lottare per accelerare i processi, per rendere più efficiente la macchina amministrativa, ma serve ancora una ristrutturazione profonda".

Cosa rimprovera all'amministrazione comunale precedente?
"Con Cammarata sono stati completamente dimenticati i bisogni sociali. La cosa pubblica è stata del tutto ignorata, in un contesto di barbarie umane dove solo i prepotenti avevano la meglio".

E da allora cosa è cambiato?
"C'è una sensibilità diversa nei palermitani, una fascia sempre più ingente della popolazione ha preso coscienza dei veri problemi della città. In questo senso esiste una risposta positiva dei palermitani, ma forse è ancora un'élite. Bisogna lavorare per distruggere l'iceberg, mentre per ora probabilmente ne vediamo solo la punta".

Qual è la circostanza di cui va più fiera?
"La ricollego all'apertura dell'area pedonale di piazza San Domenico. E mi riferisco all'attaccamento dimostrato dai cittadini in occasione dei disordini che si sono verificati in quello spazio: è stata una grande dimostrazione di senso civico, mirata a difendere il bene collettivo".

Aree pedonali. A quando un piano omogeneo?
"
Su questo tema ci siamo scontrati spesso con le esigenze dei singoli. La gente non è abituata a dialogare, si danno tutti la colpa l'un l'altro. Basta vedere, appunto, il caso di piazza San Domenico. Per riuscire in questa impresa è necessaria l'approvazione del piano urbano, che dovrebbe avvenire nel giro del prossimo mese in consiglio comunale".

Ma cercando a tutti i costi la "partecipazione", non si rischia di rallentare tutto?
"Per certi versi forse si, ma questa è una prerogativa della nostra giunta. Non vogliamo calare dall'alto i provvedimenti, ma vogliamo condividere con i cittadini le decisioni. Da questo punto di vista trovo lodevole il lavoro svolto dall'assessore Giusto Catania".

E invece il suo "rimpianto amministrativo" più grande?
"Quello di non essere ancora riuscita a mandare avanti importanti opere pubbliche, ma non mi dichiaro assolutamente sconfitta perché stiamo lottando con tutte le forze. Ma dobbiamo fare un mea culpa perché siamo un po' in ritardo. Ci stiamo impegnando per realizzare le opere fognarie, per rilanciare le attività produttive in centro. Stiamo pensando di avviare dei progetti per far crescere il tessuto economico delle piccole imprese, favorendo l'apertura di botteghe. Rivitalizzando i quartieri si può esercitare un maggior controllo del territorio".

Non riesce ad immaginare un centro storico sgombro dal traffico?
"Certo, mi piacerebbe. Ma la gente deve abituarsi all'idea di muoversi un po' di più. Ci sono diversi parcheggi, spesso vuoti, dove è possibile lasciare le auto per poi muoversi con i mezzi pubblici o a piedi, però sarebbe il caso di realizzarne altri. Anche se chiudessimo il centro e venissero incentivati i trasporti, questi potrebbero muoversi lungo gli assi principali, non nei vicoletti".

Luoghi come la Vucciria vengono considerati zone franche. E' così?
"Fino ad oggi lo è stato in parte così, ma non è possibile pensare di fare continuamente retate e controlli. Non porterebbero a nulla. Penso piuttosto, e ci stiamo lavorando, ad aprire dei cantieri per riqualificare la zona, ridare una funzione ai tanti edifici abbandonati, rifare le piazze e favorire l'ingresso di cooperative che potrebbero utilizzare questi spazi. Su quest'ultimo punto c'è già in ballo un progetto da 2 milioni di euro. Bisogna innescare dei processi profondi perché attualmente il quartiere è vuoto e quei pochi rimasti sono spesso in conflitto fra loro".

Quale ritiene essere una priorità assoluta della giunta?
"Spendere i soldi a disposizione per aprire cantieri, creare lavoro e servizi. Ci sono già opere con copertura finanziaria per un ammontare complessivo di circa 350 milioni di euro: 250 del piano annuale ed i restanti del piano triennale. E' inoltre importante riuscire ad accedere ai finanziamenti europei. Del piano Po Fesr 2007/2013 molti fondi sono andati persi. Questa la ritengo una priorità assoluta: programmare per bene i lavori relativi al programma 2014/2020. Potremo così dedicarci alle case popolari, edilizia residenziale pubblica, scuole, attività produttive. Non dimentichiamoci della candidatura della città quale "Capitale europea della cultura 2019", che va considerata un'incredibile opportunità".

Per il festino di Santa Rosalia è finita in mezzo ad una polemica per il "party privato". Cosa ne dice?
"Quale polemica? Non è stato speso un centesimo di soldi pubblici perché è stato realizzato grazie ad alcuni sponsor privati. Ho invitato per quella serata solo i dipendenti dell'assessorato che potevano portare una persona a testa. Questa è anche la loro casa, quindi mi è sembrato giusto organizzare così. Per questioni di sicurezza, nel solaio potevano stare massimo cento persone. Quindi nessun escluso illustre".

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