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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Palazzo delle Aquile

Lagalla in Consiglio: "Non bastano 180 milioni per Palermo, serve altro patto con lo Stato"

Il sindaco a Sala delle Lapidi ha anche toccato il tema delle aziende partecipate: "Espongono il Comune ad un rischio di extra-costi. Serve una ristrutturazione dei contratti di servizio"

A luglio era stato in missione a Roma per chiedere più fondi per salvare il Comune di Palermo dal default, oggi il sindaco Roberto Lagalla è tornato alla carica sull'argomento, intervenendo in Consiglio, a Sala delle Lapidi.  "Bisogna proseguire il negoziato con il Governo nazionale, perché la somma di poco più di 180 milioni, pattuita dalla precedente amministrazione, non è sufficiente. Serve un patto con lo Stato da inserire nella prossima legge Finanziaria, come è stato fatto per città come Napoli e Torino", ha detto Lagalla.

In Aula, il primo cittadino ha toccato il tema dello stato dei conti dell'amministrazione, ma anche relazionato sulle aziende partecipate.

"Alla luce della conversione in legge degli emendamenti 'Salva Palermo' - ha dichiarato il sindaco - noi siamo pronti a sottoporre al Consiglio comunale il rendiconto 2021 e stiamo lavorando affinché il bilancio 2022-2024 possa essere approvato entro l’anno. Il risultato non è di poco conto, ma certamente non termina qui l’allarme finanziario sui conti del Comune. Dovranno essere definiti in tempi diversi il patto con lo Stato e il Piano di riequilibrio. I due atti sono strettamente collegati".

Proprio sul Piano di riequilibrio del Comune, Lagalla ha spiegato: "Stiamo lavorando, in particolare, sulla rimodulazione dei fondi extra-comunali perché molte di queste risorse, se adeguatamente spese, sono in condizione di rafforzare anche attività che, ordinariamente, hanno seguito una linea diversa. Questo è uno degli aspetti che ci consentiranno di decongestionare il bilancio".

Sulle aziende partecipate, il sindaco ha riferito che "è in atto un’istruttoria in merito alla revisione dei contratti di servizio". E ha aggiunto: "Le partecipate espongono il Comune ad un rischio di extra-costi che devono essere globalmente considerati all’interno del bilancio. Serve una ristrutturazione dei contratti di servizio, tali da limitare il ricorso a extra-costi che devono essere assicurati solo per evenienze speciali ed essenziali".
 

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