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Amap e il caso depuratori, Orlando: "Mai sversamenti di acque inquinate in mare"

Così il sindaco davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta che sta valutando eventuali anomalie nel trattamento delle acque reflue. "Nessun problema neanche con il percolato prodotto a Bellolampo, solo una piccola parte finiva nel depuratore di Acqua dei Corsari". L'indagine della Procura? "Se i magistrati decideranno di confermare il sequestro vorrà dire che era giusto"

"Mai, mai e poi mai c'è stato uno sversamento a mare di acque inquinate dagli impianti di depurazione gestiti da Amap. Può esserci stato qualche superamento delle soglie previste dalla legge, che hanno provocato sanzioni in alcuni casi pagate da Amap e in altri contestate. Allo stesso modo, non ci sono stati problemi con il percolato prodotto a Bellolampo. Solo una piccola parte finiva ad Acqua dei Corsari e dal dicembre 2018, quando è cambiata la normativa, si è abbassato il limite di quello trattabile".

Dopo l'inchiesta che ha portato al commissariamento dell'Amap, limitatamente ai servizi di depurazione (non solo a Palermo ma anche nei Comuni di Balestrate, Carini e Trappeto), il sindaco Leoluca Orlando si è così difeso durante la sua audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. 

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Una posizione quella di Orlando che sarebbe supportata dalle "relazioni tecniche degli uffici", sottoposte all'attenzione dei magistrati, che "le esamineranno con attenzione". Niente polemiche dunque, al netto di qualche frecciata a chi ha messo nel mirino l'assessore Prestigiacomo, che ha rimesso la delega ai Servizi idrici e ai rapporti funzionali con Amap. E nei confronti della Procura - che ha messo sotto indagine Prestigiacomo (ex presidente di Amap), l'amministratore unico in carica dell'ex municapalizzata Alessandro Di Martino e tre dirigenti - Orlando ha usato parole di grande rispetto: "La Procura ha fatto benissimo, fa il suo mestiere. Se i magistrati decideranno di confermare il sequestro vorrà dire che era giusto".

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Circostanza che, qualora dovesse accadere, smonterebbe però la tesi sulla correttezza dell'operato di Amap per quanto riguarda la depurazione delle cosiddette acque reflue e lo smaltimento del percolato. "L’indagine configura possibili reati ambientali - ha sottolineato il sindaco - ma anche un’eventuale condanna non pregiudica la permanenza in carica dell’assessore di cui ho apprezzato la sensibilità istituzionale per il passo indietro che ha fatto. Alla commissione ho ribadito ciò che l’Anci denuncia dal 2014: in Sicilia la gestione dell'acqua e dei rifiuti è viziata da una situazione di calamità istituzionale. Palermo è l’unica Ati con un piano d’ambito approvato, Amap è il più grosso gestore idrico con 44 Comuni ed è l’unico di tutta l’area metropolitana: una presenza che forse dà fastidio a chi non gradisce una gestione pubblica in questo settore".

Non è un mistero che Orlando sia uno strenuo difensore della gestione pubblica di acqua e rifiuti, ma questa uscita adesso sembra quasi fumo negli occhi visto che di privati pronti a mettere le mani in questo settore non ce ne sono completamente. Di sicuro però ci sono delle oggettive difficoltà, che lo stesso sindaco ha ammesso. Ad esempio nella gestione del percolato: "Rap ha smaltito anche quello delle sei vasche esauste, che il Tar ha detto essere di competenza della curatela fallimentare di Amia. La procedura seguita non solo a Palermo, ma in tutta Italia, era di miscelare il percolato con i fanghi del depuratore e dopo un'ossigenzazione prolungata conferirlo in discarica o destinarlo all'agricoltura. Quando è cambiata la legge, è stato abbassato il limite di quello trattabile. Abbiamo affrontato spese non indifferenti, anche di competenza altrui, e per questo abbiamo aperto un contenzioso con Regione e curatela di Amia. L'Ars ci ha riconosciuto un rimborso di 7,5 milioni, che però non sono mai arrivati". 

Sul fronte depurazione, infine il sindaco ha sottolineato le difficoltà di gestione dovute alle procedure d'infrazione: "Il depuratore di Trappeto ha una gestione commissariale, quello di Balestrate no. Tuttavia solo da gennaio Amap può fare manutenzione straordinaria perché prima mancava il piano d'ambito. Acqua dei Corsari è destinato a servire 800 mila residenti perché riceverà le depurazioni non solo della zona sud ma anche di fondo Verde, vicino allo Zen".

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