Ingroia e il ko a Campobello di Mazara: "Nelle terre di Messina Denaro vince la paura"

Sconfitto l'ex pm antimafia palermitano che si era candidato a sindaco nella cittadina del Trapanese. Giorni prima aveva lanciato un "allarme legalità e correttezza" del voto: "Decenni di amministrazioni ambigue e un clima di ricatto hanno realizzato questo risultato"

Antonio Ingroia

"Nelle terre di Matteo Messina Denaro vince la paura. La paura di cambiare, la paura della mafia, la paura del ricatto, la paura di pagare i prezzi della legalità". Con queste parole - intrise di amarezza - l'ex pm antimafia palermitano, Antonio Ingroia, commenta la sconfitta rimediata nelle votazioni che si sono svolte ieri e domenica nella cittadina del Trapanese. A Campobello è stato riconfermato il sindaco uscente Giuseppe Castiglione. Per Ingroia solo il 19 per cento voti.

"Volevamo cambiare Campobello - continua l’ex pm antimafia - per salvarla e farla rinascere, per darle delle concrete opportunità di riscatto visto che, secondo le cifre ufficiali degli ultimi 6 anni, il comune di Campobello di Mazara sta letteralmente 'morendo' con tutti i giovani che vanno via e l’economia è in caduta libera. Per farla rinascere - prosegue Ingroia - avevamo bisogno di un voto libero dalla morsa della mafia e dei comitati d’affari. Solo la metà dei cittadini si è recata a votare. Questo è già un dato molto significativo. Credo che abbia vinto la rassegnazione e la paura".

Giorni prima del voto l’ex magistrato Antonio Ingroia aveva fatto un appello alle istituzioni, lanciando un "allarme legalità e correttezza" del voto. "Ci sono precedenti, ancora al vaglio degli inquirenti che raccontano di come esista un mercato dei voti a Campobello che viene stimato in 30 euro a voto - dice -. Meno persone vanno a votare e più aumenta il peso specifico di chi compra i voti. Decenni di amministrazioni ambigue e un clima di ricatto hanno realizzato questo risultato. Noi volevamo rendere liberi i cittadini di Campobello. Liberi dall’ambiguità, dal malaffare, dalla cattiva amministrazione, dalla mafia. Dalla mafia perché più volte durante questa campagna elettorale gli altri candidati hanno sminuito i nostri appelli di legalità contro il condizionamento mafioso, spesso raccontando di un paese il cui vero problema non sarebbe la mafia. Ha perso Campobello e la Sicilia intera", conclude Ingroia.

fonte Adnkronos
 

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