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Il convegno

Gli indipendentisti siciliani all'Ars con scozzesi e catalani: "Uniti dal sogno di liberare le nostre terre"

Convegno nella sala gialla con esponenti dello Scottish National Party, della Cup, ma anche di rappresentanti corsi e sardi. L’iniziativa si inserisce nel programma di iniziative organizzate in occasione del 740esimo anniversario della rivoluzione del Vespro del 1282

Si è svolto questo pomeriggio, nella sala gialla dell’Assemblea regionale siciliana, il convegno internazionale organizzato dagli indipendentisti siciliani di Trinacria. Invitati a intervenire esponenti dello Scottish National Party (Scozia), della Cup (Catalogna), di Ghjuventù Indipendentista - GI (Corsica); di ProgReS - Progetu Repùblica (Sardegna) e dell’EFA (European Free Alleance). A moderare il convegno Maurizio Castagna, collaboratore del Centro Studi Dialogo. Saluti della vicepresidente dell’Ars, Angela Foti. "C’è un’attenzione da parte di noi indipendentisti siciliani di Trinacria rispetto a quanto avviene all’interno degli Stati-Nazione europei. I percorsi di indipendenza che attraversano l’Europa ci sembrano gli unici processi che stanno producendo movimenti popolari di massa e che stanno mettendo in discussione gli assetti economici, politici (anche istituzionali) vigenti", spiega Tiziana Albanese di Trinacria. 

L’iniziativa si inserisce nel programma di iniziative organizzate in occasione del 740esimo anniversario della rivoluzione del Vespro del 1282. "Durante il referendum per l’indipendenza scozzese, ci hanno detto che votando no, saremmo potuti rimanere dentro l’Europa. È stata una delle tante bugie inglesi. Gli scozzesi hanno votato no, ma la Brexit c’è stata lo stesso, anche contro la nostra volontà. C’è una lunga lista di promesse non mantenute: si sarebbe sviluppata la cantieristica, avrebbero dato più potere alla nostra terra, maggior investimento in campo energetico. Le promesse fatte al popolo sono tutte state rotte. Abbiamo una sola possibilità di miglioramento tutti noi presenti al convegno, la lotta per la liberazione, per il diritto a essere indipendenti, a essere padroni delle nostre scelte sul futuro", afferma nel suo intervento Jordan Linden, dello Scottish National Party (SNP).  Gli scozzesi pensano, infatti, a un nuovo referendum per l’indipendenza. "Faremo un nuovo referendum, spero nel 2023, perché il destino della Scozia non è nelle mani di Boris Johnson", conclude Jordan.

Scelta portata avanti anche dalla Catalogna nel 2017, con una schiacciante vittoria dell’indipendenza, nonostante il referendum catalano sia stato dichiarato illegale. Sono intervenuti anche rappresentanti della Corsica, che in questi ultimi giorni stanno animando le loro città, in seguito all’assassinio di Yvan Colanna, prigioniero politico indipendentista corso. "In Corsica non sventolerà mai il rosso, il bianco e il blu, ma solo il bianco e il nero con la testa di moro della bandiera corsa", conclude così Pasquale Picoury, della Ghjuventù Indipendentista - GI.

"Scozzesi, sardi, irlandesi, catalani, corsi, siciliani: ci unisce il desiderio di liberazione delle nostre terre. Un’indipendenza che non significhi isolamento, che costruisca nuove viene e nuove alleanze. Da qui la necessità del convegno di oggi: la nostra proposta è quella di rendere stabili questi incontri, fare un forum europeo delle indipendenze, con tutti quelli che sono qui e quelli che non ci sono. Ogni paio di mesi incontrarci, discutere, prendere posizioni. Scambiare informazioni, notizie, lo stato dell'arte, i referendum: ogni vittoria dell'uno è una vittoria dell'altro, un passo avanti", conclude Tiziana Albanese di Trinacria. Il tema del referendum rimane centrale all’interno dei dibattiti che coinvolgono le realtà indipendentiste d’Europa. E anche in Sicilia qualche anno fa gli indipendentisti avevano avanzato la promessa di portarlo avanti.  

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