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Voto di scambio, Fabrizio Ferrandelli indagato

A darne notizia è lo stesso candidato a sindaco. La vicenda trae origine dalle primarie, quando furono trovati certificati elettorali e deleghe in casa di una sua rappresentante di lista allo Zen. Adesso un nuovo filone dell'inchiesta. "Sorprende - commenta - che si apra un'indagine su di me in piena campagna elettorale"

La cronaca giudiziaria irrompe nella campagna elettorale per le Comunali del 2017. Il candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli ha reso noto di essere indagato e di avere ricevuto "un invito a comparire per essere sentito nell’ambito di una indagine relativa a una ipotesi di voto di scambio per le elezioni del 2012".

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La vicenda potrebbe essere collegata ai fatti avvenuti dopo le primarie celebrate dal centrosinistra e che vedevano in campo come candidati, oltre allo stesso Ferrandelli, anche Rita Borsellino, Davide Faraone e Antonella Monastra. In casa di una rappresentante di lista di Ferradelli, allo Zen, i carabinieri trovarono alcuni certificati elettorali ma anche deleghe per ritirare gli stessi certificati al Comune. Al momento però non si sa più di quanto reso noto dallo stesso candidato ovvero che i fatti risalgono al 2012. Nessun commento dalla Procura, ciò che trapela è che Ferrandelli sarebbe indagato per voto di scambio politico-mafioso. A fare il nome del leader de "I Coraggiosi" il pentito Giuseppe Tantillo. L'indagine è coordinata dall'aggiunto della Dda Leonardo Agueci e dai pm Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli.

"Rimango sorpreso  - dice oggi Ferrandelli - come, dopo quasi cinque anni, proprio nel pieno di una campagna elettorale in cui sto registrando grande entusiasmo e partecipazione da parte delle palermitane e dei palermitani per la mia candidatura, si apre un'indagine su di me. Ho chiesto di essere ascoltato al più presto in modo da chiarire con celerità la mia posizione e di fugare eventuali dubbi sulla mia condotta che è sempre stata improntata alla massima trasparenza e al rispetto delle leggi. Ricordo a tutti che un anno e mezzo fa mi sono dimesso da deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana all'interno della quale rivestivo il ruolo di vicepresidente della commissione antimafia, proprio denunciando l'abbassamento della tensione morale all'interno del parlamento siciliano".

"Mi preme informare subito i cittadini e i miei elettori per il grande rispetto che ho per loro e al tempo stesso rassicurarli della mia assoluta estraneità ai fatti - sottolinea Ferrandelli - Quanto accaduto non scalfisce minimamente la mia volontà di concorrere alla carica di sindaco di Palermo, anzi la rafforza, sapendo di dover lottare con ancora maggiore forza e determinazione per affermare i valori della partecipazione democratica nei quali ho sempre creduto e nei quali voglio continuare a credere. Rimando ogni altra dichiarazione a una conferenza stampa che sarà tenuta a seguito della mia audizione a inizio della prossima settimana".

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