Politica

Imprese vittime del racket: "Rimborsi fermi da tre anni alla Regione"

A lanciare l'appello è l’Assci: “Aziende in difficoltà, la politica intervenga”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

I rimborsi per le imprese vittime di estorsione e usura in Sicilia sono fermi da tre anni. All’assessorato regionale alla Famiglia, infatti, le richieste per le aziende vessate, così come prevede il beneficio inserito nella legge 15/2008, sono inevase dal 2016 e l’ultimo anno pagato risulta il 2015. A denunciarlo è l’Assci, Associazione per lo sviluppo e la salvaguardia del credito alle imprese.

Il beneficio prevede il rimborso dei contributi previdenziali per le imprese riconosciute vittime del racket e prevede un contributo fino a 200 mila euro a seconda della dimensione dell’azienda e del numero di occupati. “I ritardi – spiega Giuseppe Spera, presidente dell’Assci – dipenderebbe a quanto pare sia da mancanza di fondi che da problematiche interne alla burocrazia. Una situazione che mette in forte difficoltà le aziende beneficiarie che vorrebbero poter contare anche su questi aiuti per rilanciare le proprie attività, dopo essere state bloccate dalla criminalità. Oltre un mese fa la nostra associazione ha chiesto un incontro all’assessorato su questo argomento ma ancora non abbiamo ricevuto risposta. Ci appelliamo anche a tutte le forze politiche regionali perché facciano passi concreti per sbloccare questa situazione”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Imprese vittime del racket: "Rimborsi fermi da tre anni alla Regione"

PalermoToday è in caricamento