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"Basta torture, migranti meritano porto sicuro": nuovo appello di Orlando

Il sindaco interviene ancora una volta sul caso della Mare Jonio: "Assistiamo al tragico copione, con decine di naufraghi che dopo esser sopravvissuti a torture di ogni genere nei lager libici, ricevono un'ultima tortura psicologica e fisica questa volta a opera dello Stato Italiano"

"Ancora una volta assistiamo al tragico copione, con decine di naufraghi, esseri umani che dopo esser sopravvissuti a torture di ogni genere nei lager libici, ed esser stati tratti in salvo da morte certa, ricevono un'ultima tortura psicologica e fisica questa volta a opera dello Stato Italiano, bloccati al largo delle coste italiane in balia delle onde senza poter approdare in un porto sicuro". Il sindaco Leoluca Orlando interviene ancora una volta sul caso della Mare Jonio. I 98 migranti a bordo si preparano a trascorrere la seconda notte sulla "nave dei bambini", come è stata ribattezzata per la presenza di 22 bimbi piccoli.

"La situazione a bordo è critica, - ha dichiarato il sindaco Orlando in constante contatto con lo staff a bordo - le pesanti torture subite, unite alle condizioni mediche e psicologiche dei naufraghi, impongono lo sbarco immediato. Palermo, la cui bandiera cittadina accompagna le missioni di Mediterranea sin dalla sua fondazione, conferma che dalle numerose realtà locali denominatosi “porti aperti” si leva da tempo una voce di allarme contro la sistematica violazione di diritti umani, delle convenzioni internazionali, della Costituzione e contro ogni forma di disumanità e fascistizzazione".
 

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