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Palermo chiama Riace, Orlando: "Lucano venga da noi"

Il Sindaco ribadisce la sua solidarietà al primo cittadino Mimmo Lucano, arrestato il 2 ottobre per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e per il quale è scattato il divieto di dimora

Palermo "chiama" Riace. Il sindaco Leoluca Orlando ribadisce la sua solidarietà al primo cittadino Mimmo Lucano, arrestato il 2 ottobre per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e per il quale è scattato il divieto di dimora, e lo invita in città.

"La revoca dei domiciliari - ha detto Orlando - restituisce la libertà a Mimmo Lucano ma non ferma la battaglia legale e civile perché possa continuare e possa rafforzarsi l'esperienza di Riace e la cultura di accoglienza e convivenza diffusa che essa rappresenta. Ho già espresso a Mimmo Lucano, come hanno fatto i sindaci di tante città fra cui Parigi, la mia solidarietà e la volontà di dare vita a iniziative coerenti con il coinvolgimento di comuni di tutta Europa. Gli ho anche rivolto l'invito a venire a Palermo, già nei prossimi giorni e in occasione del Festival delle letterature migranti, per condividere la sua storia ed esperienza e costruire insieme un percorso che trova nelle comunità e amministrazioni locali la sua forza".

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Un "ponte" quindi in nome dell'accoglienza che passa anche da Napoli. Anche il sindaco Luigi De Magistris si è schierato con Orlando e Lucano. "Caro Mimmo - si legge in un tweet - lo so che non lascerai la tua e nostra amata Calabria ma se vuoi ti ospitiamo con amore a Napoli. Il divieto di dimora nella tua Riace è peggio degli arresti domiciliari ma non potranno mai arrestare la rivoluzione. Riace vivrà con Lucano sindaco".

Non si conosce ancora il luogo scelto da Lucano per il trasferimento. Certa è invece la volontà di andare avanti con il modello di accoglienza e integrazione creato nel suo comune. "Riace - ha detto - rappresenta un'idea che va contro la civiltà della barbarie. Anche senza contributi pubblici andiamo avanti lo stesso, da soli, perché negli anni abbiamo costruito dei supporti all'integrazione che oggi fanno la differenza".

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