Il movimento libera rappresentanza: lettera aperta

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Già dall'ultimo scorcio del precedente anno il Movimento "Libera Rappresentanza - per gli Ultimi" aveva portato a compimento una lunga riflessione in merito alla propria partecipazione alla competizione elettorale per il nuovo Sindaco, per il rinnovo del Consiglio Comunale e dei Consigli delle otto Circoscrizioni. Decisione consolidata ufficialmente il 17 dicembre 2016, allorquando fu celebrato il III° Congresso intitolato, appunto, "per gli Ultimi", che stabiliva il nostro coinvolgimento nelle ormai prossime elezioni amministrative di Palermo, ribadendo quale scelta a candidato Sindaco Fabrizio Ferrandelli, pur nell'assoluto rispetto delle altre candidature, prima tra tutte quella del Prof. Leoluca Orlando che ha rappresentato, comunque la si pensi, un pezzo di storia della nostra città, nonostante abbia segnato trentadue anni del nostro passato amministrativo, la prima sindacatura infatti avvenne nelle lontane elezioni del 1985. Pertanto il Movimento ha selezionato oltre quaranta candidature di servizio, marcando la vocazione a privilegiare i quartieri, scremando molte posizioni per avere solo candidature forti, suffragate da oltre cento attivisti, settecento iscritti ed una compagine di una decina di professionisti che cureranno la formazione e la comunicazione dei nostri candidati, oltre al programma per Palermo nonché l'esposizione della nostra storia e quanto realizzato da Libera Rappresentanza, nozioni che possono essere altresì rintracciate attraverso il nostro portale: www.liberarappresentanza.it.

Nella marcia di avvicinamento al momento in cui i palermitani saranno chiamati a votare si sono composte le coalizioni a sostegno dei contendenti, ad eccezione del Movimento Cinque Stelle che prova a vincere con la propria lista senza alleati di percorso, e questo è avvenuto fuori dagli ambiti ideologici classici, peraltro superati dalla realtà odierna e consegnati alla storia di questo paese. Ciò nonostante abbiamo il dovere di scomporre le residue resistenze ideologiche perché non più rispondenti alle istanze provenienti dalla base rappresentata, il che non vuol dire lasciare il campo aperto e libero alle scorribande del capitalismo selvaggio che esprime tutta la sua prepotenza attraverso il liberismo e la violenza testimoniata da una globalizzazione che ha posto quale baricentro la battaglia contro i diritti, l'annientamento del welfare e l'aggressione sistemica al lavoro. La nuova composizione strutturale dovrà e deve avere quale base di confronto, se non addirittura quale contrapposizione, le disuguaglianze e le uguaglianze, gli oppressori e gli oppressi, la ricchezza e la povertà. Non vi è dubbio che il Movimento impronterà la lotta politica spendendo ogni energia verso "gli ultimi", contro gli oppressori, la ricchezza, le disuguaglianze, elementi questi che debbono essere, se non azzerati, quanto meno ridimensionati, affinchè si intraprenda un cammino che veda la persona nuovamente destinataria di diritti, di tutele, puntando intanto alla redistribuzione delle risorse e a una nuova strategia del lavoro che deve avere quale obiettivo principe la piena occupazione.

Volendo fare una comparazione con vecchie e stantie appartenenze ideologiche non possiamo nascondere che nell'ambito della coalizione che fa capo a Fabrizio Ferrandelli noi interpretiamo il pensiero di ispirazione gramsciana, perché parlare oggi di diritti, tutele, lavoro, diviene dirompente, se non addirittura rivoluzionario. In questa coalizione ci ritroviamo come compagno di strada Gianfranco Miccichè e diviene piuttosto arduo vederci accostati alla sua figura, non per l'uomo su cui non abbiamo nulla da dire, poiché non rientra nel nostro DNA dare giudizi sulle persone, ma ci separa una visione della politica che difficilmente potrà avere momenti di convergenza. Se poi nel sentire comune il messaggio che si tenta di veicolare è quello di una coalizione sbilanciata a destra noi avversiamo con forza tali asserzioni, dando maggiore risalto a quanto dichiara Ferrandelli quando afferma che la sua è la candidatura dei palermitani, oltre a richiamare molti spunti del nostro programma politico, per cui tale insieme, se visto dentro uno spaccato squisitamente politico, non può non avere convergenze, e divergenze nel contempo, di qualsivolglia natura. Volendo ad ogni costo vedere la pagliuzza nell'occhio altrui e non la trave nel proprio occhio, noi sommessamente vorremmo ricordare che la compagnia di Alfano, D'Alia e Cardinale, paladini del SI al referendum contro la Costituzioni dei nostri padri, non si ispira alla dottrina marxista, come la presenza del PD nulla ha da dividere con la tradizione storica che fu dei soggetti politici da cui discende, dato che tale il luogo politico di riferimento deve essere suffragato da scelte ben precise in ambito economico.

Da ciò potremmo, seppure con una certa reticenza, dire che il triennio renziano non si è particolarmente distinto per scelte diciamo a favore delle classi meno abbienti, vogliamo perciò ricordare: l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, lo scioglimento del Corpo Forestale, il jobs act con cui è stato ulteriormente precarizzato il mercato del lavoro, i vouchers emessi a milioni per un nuovo caporalato, la buona scuola con cui si è materializzato l'accanimento terapeutico verso gli insegnanti, il salvataggio di determinate banche, la distruzione di ogni rapporto con le organizzazioni sindacali, la prosecuzione del blocco dei contratti facendo stagnare stipendi salari e pensioni, l'avversione verso certa stampa, e la lista potrebbe continuare ed essere particolarmente lunga, scelte che può compiere solo un governo conservatore, quasi prossimo ai momenti che hanno funestato la storia della prima metà del '900 e tristemente noti agli italiani.

Pertanto il "Movimento Libera Rappresentanza - per gli Ultimi" rivendica con forza una collocazione politica ben distinta, sia all'interno della coalizione che fa capo al candidato Ferrandelli sia nella società dove opera, compiendo scelte che lo ascrivono di fatto al servizio del popolo ed in esso degli ultimi, tanto che, superati gli steccati ideologici classici, a buon diritto si identifica come occupante del campo della difesa dei diritti in ogni ambito, primo tra tutti il diritto al lavoro ponendo la parola basta alla mortificazione dei nostri giovani perché possano tornare a sperare in un futuro immediato capace di dare risposte alle loro aspettative, sin qui tradite da un'oligarchia di potere che ha solo saputo servire padrini e padroni, potenti e prepotenti. Nel più profondo di voi stessi siate capaci di sentire ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte di questo paese. Firmatari Girolamo Foti (Presidente); Francesco Damasco (Vice presidente); Gianfranco Pipitone (Portavoce).

IL MOVIMENTO LIBERA RAPPRESENTANZA Segreteria: via Cappuccinelle,51 (Palermo) ilmovliberarappresentanza@gmail.com - www.liberarappresentanza.it LETTERA APERTA AI PALERMITANI

Torna su
PalermoToday è in caricamento