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"E' fatta, andiamoci a ubriacare": firme false, quelle mail notturne dei 5 Stelle

L'allarme improvviso lanciato da Samanta Busalacchi ("Rischiamo di non candidarci") e la maratona per mettere a posto le cose. Le Iene svelano lo strano scambio di messaggi che rischiano di mettere nei guai gli attivisti palermitani

Intrigo, mistero, giallo. Chiamatelo come volete. La vicenda delle firme false del Movimento Cinque Stelle si arricchisce di un nuovo capitolo. Uno "strano" scambio di mail notturno datato 3 aprile 2012 che porterebbe a galla alcune gravi anomalie: a scoperchiare l'ennesimo mistero, su cui indaga la Procura di Palermo, sono state le Iene. In poche ore i pentastellati palermitani avrebbero raccolto 1.200 firme per presentare la lista alle elezioni comunali 2012 di Palermo. Firme che però risultano essere state autenticate a marzo. Tutto nasce dall'"allarme" improvviso lanciato da Samanta Busalacchi, attivista locale fino a qualche giorno fa papabile candidato a sindaco.

Giuseppe Marchese, ex candidato grillino alle elezioni di 4 anni fa, mostra il vivace scambio di mail. "Leggete attentamente, è urgente: rischiamo di non candidarci", dice Busalacchi a una trentina di attuali parlamentari e deputati regionali, un tempo semplici attivisti. Sono giorni caldi, quelli delle raccolte firme. C'è fermento. Sono le 2.25 del 3 aprile 2012. "Questo è il modulo di raccolta delle firme, stampatelo. Datevi una mossa, rischiamo di non poterci candidare. Domani raccogliete quante più firme. Di sera sarò ad aspettarvi in sede". Secondo le Iene l'allarme è scattato quando ci si è resi conto che la lista sarebbe stata invalidata poiché c'era un errore relativo al luogo di nascita di uno dei candidati. Bisogna correre subito ai ripari. C'è chi resta 13 ore nella sede del Movimento. Tra i destinatari della mail ci sono i deputati Claudia Mannino, Giampiero Trizzino, Riccardo Nuti, Giulia Di Vita, Claudia La Rocca e Azzurra Cancellieri.

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Qualcuno però chiede: "Com'è che era tutto a posto e adesso c'è questa urgenza?". Insomma, perché all'improvviso mancano le firme e rischiano di saltare la candidature. Alle 5.44 risponde Giorgio Ciaccio, oggi deputato regionale: "Le firme che possono considerarsi valide sono 850, le altre sono incomplete. Risolviamo questo problema urgentissimo e poi ne parliamo". Una spiegazione utile forse a omettere il vero problema, quello cioè relativo al luogo di nascita di uno dei candidati (quindi era nulla la totalità delle firme). Poche ore dopo la svolta. Claudia La Rocca scrive: "Cari tutti, alcuni di noi sono stati in sede fino oltre le 4 del mattino. Io e Clod (Claudia Mannino, ndr) abbiamo battuto il record delle 13 ore di fila, ma forse ce l'abbiamo fatta. Firme totali raccolte 1995. E adesso che Dio ce la mandi buona". Che tradotto vuol dire: 1.200 firme in più rispetto alle 850 dichiarate poche ore prima. Roba da Superman. I conti dunque non tornano. "Com'è possibile che siano state raccolte quasi duemila firme in un solo giorno?", si chiede la Iena che cura il servizio.

Che ci sia qualcosa che in realtà sia andato storto lo conferma anche la mail successiva, delle 12.50. A scrivere è Claudia Mannino, futura parlamenta 5 Stelle: "Siccome sono venuti a mancare dei fogli, siete pregati di riportarli comunque. Sia se ci sono firme, sia se non ce ne sono. Vanno tutti conservati". Si scatena l'euforia. Giulia Di Vita scrive: "Mitici, noi sì che possiamo recuperare Palermo. Abbiamo esperienza di tragedie sfiorate e gestite attivamente. Propongo ubriacatura, quando, dove e come volete. Grazie a chi è rimasto in sede fino alle 4 per finire questo estenuante lavoro". I conti comunque non tornano, anche perché solo dieci firme sarebbero state autenticate ad aprile. Tutte le altre invece a marzo, decisamente prima quindi dell'allarme lanciato da Samanta Busalacchi.

Una vicenda che rischia di fare saltare il banco. Sulle Comunarie, le selezioni per i candidati alle elezioni comunali del 2017, da ormai diverse settimane non si sa più nulla. Silenzio totale. E dire che nelle intenzioni iniziali, i nomi per le amministrative sarebbero dovuti uscire un mese fa, in occasione di Italia 5 Stelle. La sensazione è che la vicenda abbia creato spaccature difficili da ricomporre. Beppe Grillo ha ringraziato Le Iene per il lavoro svolto. Qualche grillino ha invece reagito in modo opposto, querelando la trasmissione. Il leader inoltre avrebbe chiesto ai responsabili del pasticcio di autosospendersi. "Chi sa, parli", ha tuonato. Ma gli attivisti palermitani, di farsi da parte, in realtà non ci pensano neanche. Anzi, avrebbero rifiutato di fare passi indietro garantendo la loro totale estraneità ai fatti. 

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