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Governo, con Draghi più chance per le donne: ma Giulia Bongiorno si chiama fuori

La senatrice della Lega, palermitana: "I nomi dei ministri? Saranno quelli indicati da Draghi. Non stiamo andando dal premier incaricato per giudicare le sue scelte, andranno bene le personalità che sceglierà"

Un cambio di passo anche sul fronte delle donne. Con un governo che, finalmente, si tinga spontaneamente di rosa, senza quote o forzature legate al mero calcolo di opportunità. Per ora è più un auspicio che altro, ma la speranza è che l'esecutivo Draghi segni una svolta. "Anche perché - si ammette nei Palazzi - quando la politica fa un passo indietro le donne ne fanno due avanti". Nella compagine governativa, sarà un caso, ma i nomi delle donne attribuiti ai partiti sono solo tre: quelli di Teresa Bellanova, Emma Bonino e la palermitana Giulia Bongiorno. 

Per la Lega in cima alla lista resterebbero Giancarlo Giorgetti, Giulia Bongiorno, Riccardo Molinari e Massimo Garavaglia. Ma l'ex sottosegretario alla presidenza del Conte I non dovrebbe avere rivali nella corsa al governo Draghi. La senatrice della Lega, Giulia Bongiorno, però, chiamata in causa in alcuni retroscena, parlando a Tagadà si chiama fuori dal totoministri: "I nomi dei ministri? Saranno quelli indicati da Draghi. Non stiamo andando dal premier incaricato per giudicare le sue scelte, andranno bene le personalità che sceglierà".

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