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Verso il nuovo governo nazionale, Orlando: "Pd accetti confronto aperto con il M5S"

Secondo il primo cittadino, passato ai dem poco prima delle elezioni nazionali, "è l'ora di tornare al 'prima i programmi e poi le persone'". Sì all'asse con i pentastellati contro "una destra in sintonia coi movimenti dell'estremismo xenofobo e nazionalista"

Leoluca Orlando

"E' ormai evidente che quello che una volta era il centrodestra italiano, di ispirazione certamente conservatrice ma in qualche modo legata alla tradizione popolare europea, è oggi una destra in assoluta sintonia politica e culturale con i movimenti dell'estremismo xenofobo e nazionalista di altri paesi europei. Ed è evidente che all'interno di questa destra è del tutto marginale il ruolo politico e culturale di chi si richiama ai valori popolari. Di fronte a questo quadro politico preoccupante, il Pd ha paradossalmente una opportunità: quella di tornare al buon vecchio 'prima i programmi e poi le persone'. Ha questa possibilità, accettando un confronto aperto con il M5S che ha la legittimazione popolare per voler governare ma che deve dimostrare di volerlo fare in modo costruttivo". Coon queste parole il sindaco Leoluca Orlando, passato al Pd poco prima delle elezioni nazionali, ha commentato l'incarico esplorativo assegnato da Mattarella al presidente della Camera Roberto Fico.

"Le nuove potenzialità di crescita e le persistenti criticità del nostro Paese - ha aggiunto - impongono a tutti di porre al centro della politica il confronto sui contenuti e sulla soluzione dei problemi, in base ad una visione rispettosa dei diritti di tutti e di ciascuno e senza semplificazioni e slogan da eterno presente. Sono certo che agli italiani, a partire proprio dagli elettori del Pd, interessano i fatti concreti e le realizzazioni dei governi, piuttosto di chi ricopre quali incarichi".

"Tutto ciò - ha concluso il primo cittadino - ovviamente non esime il Pd dalla necessità di affrontare con adeguati interventi l’attuale profonda crisi d'identità e di organizzazione che non può essere elusa dal contributo eventuale ad un programma di futuro per il nostro Paese né da scontri al vertice che allontanano il Pd dai problemi reali e moltiplicano la sfiducia degli elettori democratici. Nelle realtà locali, visione e azioni concrete vengono quotidianamente sperimentate e contribuiscono pur tra ostacoli e criticità a fornire quelle risposte che i cittadini e le cittadine si attendono dalla politica nazionale. Risposte che sono attese anche da quanti si sono riconosciuti nell’ancora irrealizzato orizzonte del Pd: l’essere un insieme di storie diverse per un progetto politico comune".

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