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Il passaggio di consegne Conte-Draghi

Il passaggio di consegne Conte-Draghi

Dai Cinquestelle all'Ars l'attacco al neo premier Draghi: "Nostri parlamentari non votino fiducia"

Il capogruppo all'assemblea regionale Giovanni Di Caro non ha dubbi: "Si è passati da un Governo a trazione centro-meridionale a uno spiccatamente sbilanciato verso il Nord, e il fatto che questo avvenga ora che ci sono i soldi del recovery fund da spendere non ci lascia per nulla tranquilli"

"Disattesi ciò che era stato postulato su Rousseau e le aspettative di Mattarella per un governo di alto profilo: l'esecutivo Draghi non ci ispira la minima fiducia, spero vivamente che non gliela votino i nostri colleghi a Roma". L'affondo al neo Governo Draghi arriva dal capogruppo del M5S all'Ars, Giovanni Di Caro. "Con l'assegnazione alla Lega del ministero dello Sviluppo economico - dice Di Caro - il ministero della Transizione ecologica decantato su Rousseau, che ha convinto parecchi iscritti al Movimento a votare 'sì', si può considerare morto in culla. Per quanto concerne la lista dei ministri, dico che sono profondamente deluso solo per usare un eufemismo. Ci sono aggettivi nettamente più calzanti, ma che preferisco non usare per educazione. Non credo proprio, poi, che quando Mattarella auspicava ministri d'alto profilo immaginasse un esecutivo del genere, che, tra l'altro, si candida a far diventare voragine il solco, già profondissimo, esistente tra Nord e Sud". 

Per Di Caro "L'avere completamente escluso la Sicilia dalla lista dei ministri è un fatto imperdonabile che non può essere compensato da eventuali nomine di viceministri e sottosegretari. Si è passati da un Governo a trazione centro-meridionale a uno spiccatamente sbilanciato verso il Nord, e il fatto che questo avvenga ora che ci sono i soldi del recovery fund da spendere non ci lascia per nulla tranquilli. La partita per la composizione dell'Esecutivo - conclude Di Caro - andava giocata in tutt'altro modo, coinvolgendo anche i nostri parlamentari alla prima legislatura, che sono stati tagliati fuori da tutto. A Conte va il nostro ringraziamento e la nostra riconoscenza per quello che ha fatto durante la sua permanenza a Palazzo Chigi e per non aver accettato poltrone in questo esecutivo. Per noi resta un serio interlocutore".  

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