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Il Governo boccia la riforma urbanistica della Sicilia: impugnati 10 articoli

La legge era stata approvata dall'Assemblea regionale il 13 agosto con una larga maggioranza. Le norme contestate violerebbero la potestà legislativa dello Stato in materia di tutela ambientale, dei beni culturali e del paesaggio

Il Consiglio dei ministri impugna dieci articoli della riforma urbanistica varata dall'Assemblea regionale siciliana il 13 agosto con una larga maggioranza. Si tratta degli articoli 8,15, 19, 21, 22, 25, 26, 27, 36 e 37, che secondo il governo nazionale violerebbero la potestà legislativa dello Stato in materia di tutela ambientale, dei beni culturali e del paesaggio. 

Il confronto con la Regione Siciliana resta però aperto: Palazzo Chigi, infatti, precisa che nelle prossime settimane verrà costituito un tavolo con la Regione e le amministrazioni interessate "al fine di superare le questioni emerse" e di giungere a un testo legislativo "che consenta la rinuncia all'impugnativa". 

Le contestazioni di Roma riguardano il presunto sforamento delle competenze regionali nelle norme a tutela del paesaggio. "In particolare - spiega il parlamentare regionale del Movimento cinque stelle Giampiero Trizzino, che ha contribuito alla stesura del testo di legge - viene contestato il fatto che nella redazione da parte della Regione del cosiddetto 'Piano territoriale regionale con valenza paesaggistica' i vincoli paesaggistici preesistenti potrebbero perdere parte della loro forza prescrittiva". 

Trizzino, responsabile nazionale per l'Ambiente del movimento, comunque rassicura: "Resta in piedi tutta l'impalcatura della riforma, così come le norme a tutela dell'ambiente sostenute dal M5S, come quelle sulla 'riduzione di consumo di suolo', della 'rigenerazione urbana' e il cosiddetto 'certificato verde in edilizia', una misura assolutamente rivoluzionaria nel panorama del diritto urbanistico, che garantisce parimenti una redistribuzione sostenibile dei carichi volumetrici e il recupero ambientale di aree degradate. Dispiace - continua - che il Mibact che oggi ha sostenuto l'impugnativa, ieri era seduto al tavolo di concertazione con la Regione e il sottoscritto per scrivere una proposta emendativa che evitasse l'impugnativa. A quel tavolo la proposta era arrivata, era stata condivisa e trasmessa a Roma con lettera di impegno del Presidente della Regione. Ma a quanto pare non è bastato. Ad ogni modo è apprezzabile la nota del Consiglio dei ministri, con la quale si dichiara la volontà di ritirare l'impugnativa all'indomani dell'approvazione di quella proposta che, siamo certi, arriverà nei prossimi giorni, ed anzi sarà un'occasione per migliorare ulteriormente la riforma".

Fonte agenzia Dire

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