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Giuseppe Bruno

Giuseppe Bruno

Elezioni, spunta un candidato a sindaco tra i renziani del Pd

Giuseppe Bruno, ex assessore regionale al Lavoro, ora presidente dell'assemblea regionale dem, avrebbe prospettato al partito la sua candidatura. "Fredda" la risposta di Faraone

Anche i renziani del Pd avrebbero un candidato a sindaco di Palermo. Circola con insistenza in questi giorni il nome di Giuseppe Bruno, ex assessore al Lavoro del governo Crocetta, ora presidente dell'assemblea regionale del Pd. 

Per la verità si tratterebbe di un'autocandidatura: a confermarlo sono alcuni esponenti dem. Sarebbe infatti stato lo stesso Bruno a proporsi alla segreteria provinciale. Bruno avrebbe anche prospettato più volte la sua candidatura al sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, uomo di punta di Renzi in Sicilia. La risposta però sarebbe stata piuttosto "fredda". 

Avvocato, cattolico, Bruno ha militato nel Partito popolare italiano, vicino a Sergio Mattarella. Del Ppi alla fine degli anni '90 è stato pure segretario provinciale a Palermo, e in quella veste all'epoca è entrato a far parte della Giunta di Leoluca Orlando come assessore alla Famiglia. In seguito ha militato nei Ds, transitando poi nel Pd.

Nei giorni scorsi - proprio a PalermoToday - il segretario provinciale del Pd, Carmelo Miceli, ha dichiarato che "chi vota 'no' al referendum non può essere candidato del Pd". Il riferimento è ad Orlando, ma soprattutto alla corrente che fa capo all'assessore regionale all'Agricoltura, Antonello Cracolici. E sempre nei giorni scorsi, Cracolici si è detto pronto a sostenere l'attuale sindaco nel caso in cui si candidasse alle primarie. Orlando, a stretto giro di posta, ha declinato l'invito. Ma, secondo fonti bene informate, il "no, grazie" del primo cittadino non avrebbe interrotto i tentativi di dialogo con l'area Cracolici. Anzi.

I renziani, che ufficialmente rimangono "abbottonati" e sulla difensiva, dovrebbero uscire allo scoperto solo dopo l'esito del referendum. Una "partita nazionale" per il governo Renzi che, a cascata, aprirebbe nuovi scenari e assetti politici anche a livello locale.

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