Migranti, monito di Lorefice per l'accoglienza: "Cristiani non chiedano carta identità"

Le parole dell'Arcivescovo in occasione della celebrazione per la Giornata del migrante: "La Chiesa ha coscienza come mettere in pratica il Vangelo e i cristiani non debbono chiedere la carta di identità a nessuno perché l’altro è sacramento di Gesù che noi accogliamo"

"Nei forestieri c’è la persona di Gesù e i cristiani non sono coloro che con le labbra professano la dottrina della religione o perché con i gesti fanno atti di culto, ma chi lo riconosce nei poveri, nei migranti e nei rifugiati di cui oggi celebriamo la 106° Giornata mondiale. La Chiesa ha coscienza come mettere in pratica il Vangelo e i cristiani non debbono chiedere la carta di identità a nessuno perché l’altro è sacramento di Gesù che noi accogliamo, soprattutto se è segnato da una sofferenza, da una povertà da un bisogno di libertàe pienezza di vita e riconoscimento di persona umana cristiana i cristiani devono essere li e avere gli stessi sentimenti di Gesù”. Lo ha detto l’Arcivescovo Corrado Lorefice nel corso di una liturgia che si è svolta stamani nella parrocchia di San Nicolò da Tolentino, accolto dall'Assistente ecclesiastico dell'Ufficio Migrantes, padre Sergio Natoli, e dal direttore Mario Affronti, in occasione della celebrazione diocesana che ha avuto la caratteristica di una celebrazione interculturale.

"Noi tocchiamo con mano – dice padre Sergio Natoli – che molti immigrati stanno vivendo un secondo esodo verso la Germania, la Francia e l’Inghilterra. Anche nella nostra pastorale ci conforta di aver formato dei bravi operatori pastorali che svolgeranno il loro servizio in un altro Paese. A noi tocca ricominciare”. 

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"Oggi siamo radunati qui da diverse culture e lingue – ha aggiunto – siamo palermitani, filippini, ghanesi, provenienti da diverse culture e lingue che si riconoscono nell’unica cifra della pace, del bene e della giustizia. Se i cristiani dimenticano questo vuol dire che non siamo più cristiani, anche se c’è qualcuno ci sta facendo quasi il lavaggio del cervello dicendo che prima vengono gli italiani, ma questo non ha niente a che fare con il Vangelo e la Fede cristiana perché il cristiano è colui che ha gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. Oggi abbiamo bisogno di concordia, carità, comunione, sentimenti di amore, compassione, gioia unanimità, concordia, oggi purtroppo siamo bombardati da parole dure come esclusione, tensione paura. I cristiani debbono essere segno di speranza”.
 

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