Geraci, "No" del Consiglio comunale alla cittadinanza a Liliana Segre: è polemica

La proposta del riconoscimento alla senatrice a vita era stata avanzata con una mozione dal gruppo di minoranza "UniAmo Geraci": "Una delle più brutte pagine della storia politica recente del nostro Comune"

Liliana Segre

Il Consiglio comunale di Geraci Siculo ha respinto a maggioranza la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria del borgo madonita alla senatrice a vita Liliana Segre, già promotrice della commissione straordinaria per il Contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. La proposta era stata avanzata con una mozione dal gruppo consiliare di minoranza "UniAmo Geraci", in continuità con altri eventi in ricordo delle vittime dei totalitarismi. La proposta bocciata ieri conteneva anche altre iniziative contro il razzismo e la xenofobia, che erano state già esaminate e approvate all’unanimità dal Consiglio nell’ultima seduta dello scorso 23 dicembre. "Una delle più brutte pagine della storia politica recente del nostro Comune", commentano i consiglieri di "UniAmo Geraci". 

La proposta non è passata per il voto contrario dei consiglieri del gruppo consiliare di maggioranza “Geraci Bene Comune”. "Nella penultima seduta del Consiglio comunale, con deliberazione n. 52 del 23 dicembre 2019, è stato approvata all’unanimità - precisano i consiglieri comunali del gruppo 'Geraci Bene Comune' - l’adesione alla 'Rete delle città per la memoria, contro l’odio e il razzismo', impegnando altresì il sindaco e l’Amministrazione a sostenere il percorso della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo ed istigazione all’odio e alla violenza istituita presso il Senato della Repubblica. Il gruppo consiliare di maggioranza - spiegano ancora i consiglieri in una nota - ritiene che la cittadinanza onoraria concessa ad una personalità importante e significativa, senza un percorso di condivisione e di partecipazione con la realtà locale, soprattutto con le nuove generazioni e con le scolaresche, rischierebbe di rimanere un episodio isolato e non darebbe nessun contributo a quel percorso di sensibilizzazione e di informazione su temi così importanti quali l’antisemitismo e il razzismo. Il gruppo - concludono - condividendo tutte le premesse e i valori incarnati dalla senatrice Liliana Segre, alla quale il Presidente della Repubblica ha conferito la nomina di senatrice a vita proprio per testimoniare l’importanza che la sua storia e la sua testimonianza rappresentano per tutto il nostro Paese, ha proposto di fare un passo in avanti raccogliendo anche l’appello dell’Associazione nazionale degli ex deportati nei campi nazisti (ANED), della quale Liliana Segre fa parte da sempre, e del suo presidente, Dario Venegoni, che ha comunicato che in Italia vivono ancora circa cento persone sopravvissute al dramma dei lager che possono essere testimonianza altrettanto preziosa e che i Comuni che vogliono onorare questa memoria hanno tantissimi strumenti per farlo rivolgendosi anche a loro e non solo alla senatrice Segre".

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