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Stati generali dei beni culturali, Sgarbi: "Così avviamo la riforma del settore"

E' questo l'ultimo atto dell'assessore dimissionario ai Beni culturali della Sicilia che nei giorni scorsi ha 'sancito' la pace con il governatore Nello Musumeci dopo settimane di tensione condite da insulti e prese di distanza

Gli Stati generali dei beni culturali in programma nei prossimi mesi a Gangi. E' questo l'ultimo atto dell'assessore dimissionario ai Beni culturali della Sicilia, Vittorio Sgarbi, che nei giorni scorsi ha 'sancito' la pace con il governatore Nello Musumeci dopo settimane di tensione condite da insulti e prese di distanza. Mercoledì scorso nell'ufficio di gabinetto del critico d'arte si è tenuta la prima riunione operativa preliminare per un progetto, che è "la seconda conferenza regionale, dopo quella del 1991, con la quale s'intende avviare un processo di riforma del settore".

Un'iniziativa che vede insieme soprintendenze, poli museali, parchi archeologici, università, fondazioni, associazioni ambientaliste, Icom, Cesi, carabinieri del nucleo Tutela patrimonio, Anci, Distretti turistici, Federalberghi) per dare "una risposta alla complessità e molteplicità dei problemi strutturali del settore".

Nella convinzione che "le politiche culturali devono raccordarsi con gli orientamenti programmatici degli altri ambiti dell'Amministrazione regionale", i delegati degli assessorati coinvolti (Infrastrutture, Territorio, Turismo, Istruzione, Attività produttive, Agricoltura ed Economia) si sono confrontati nella definizione dei contenuti della Conferenza con Silvia Mazza, storica dell'arte e giornalista, componente dell'ufficio di Gabinetto dell'assessorato dei Beni culturali, che ha materialmente redatto il progetto degli Stati generali.

"È stata fissata per il 24 aprile - spiega Mazza - la prossima riunione in cui acquisire i singoli contributi e insediare il Comitato direttivo degli Stati generali dei beni culturali, le cui date, per correttezza istituzionale, saranno lasciate alla discrezionalità del nuovo assessore".

"Con gli Stati generali dei beni culturali - conclude Sgarbi - s'intende lasciare alla Sicilia gli strumenti utili alla predisposizione di un atto di indirizzo della politica culturale perché la gestione del patrimonio artistico produca concretamente benefici economici e occupazionali".

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