L'Ue stanzia 55 milioni per la Sicilia: "Banda ultra larga in tutti i 390 comuni"

Entro il 2022 l'Isola, grazie ai fondi, realizzerà l'infrastruttura nei comuni ad oggi scoperti. E' quanto emerso durante la due giorni della Commissione Sedec del Comitato europeo delle regioni tenutasi in città. Il vice presidente della Regione Armao: "Saremo l'area più digitale del Mediterraneo”

In arrivo altri 55 milioni per la barda ultra larga in Sicilia. A stanziarli, dopo un primo investimento di 75 milioni fatto dalla Regione, è la commissione Ue. E' quanto emerso nel corso della due giorni di riunioni della Sedec, la Commissione di ricerca e cultura del Comitato europeo delle regioni, organismo dell'Unione europea composto dai rappresentanti degli enti locali provenienti dai 28 Stati membri, riunitosi per la prima volta a Palermo per discutere del programma digitale europeo. Un evento di grande prestigio internazionale, i cui lavori sono stati tradotti in 10 lingue, che ha permesso di fare il punto sullo stato di avanzamento della spesa dell’Agenda digitale, il cui plafond in Sicilia supera i 300 milioni di euro, di cui ben 232 milioni sono destinati alla banda ultralarga. 

“La strada intrapresa dalla Regione - ha detto il presidente dell'intergruppo delle regioni insulari del Comitato europeo delle Regioni (CdR) e vice presidente della Regione siciliana, Gaetano Armao - è quella giusta. Ora occorre completare l’infrastruttura, puntando sul fatto che le più importanti dorsali del Mediterraneo passano per la Sicilia che sta completando la propria rete a banda ultralarga. Nel 2022 saremo l'area più digitalizzata del Mediterraneo. La rivoluzione digitale offre alla Sicilia l’opportunità di superare i drammatici ritardi nell’industrializzazione e puntare ad una nuova prospettiva di sviluppo e di crescita economica”. 

Al 31 dicembre 2018, il governo Musumeci ha certificato la spesa di 75 milioni per la banda ultra larga, coprendo 142 comuni siciliani. L'obiettivo finale è di dare copertura a tutti i 390 comuni dell'Isola. Oltre alla banda ultra larga, in Agenda digitale sono previsti 80 milioni per i servizi informatici e le infrastrutture immateriali, di cui 30 sono stanziati per la sanità digitale e 50 per la digitalizzazione dei processi e servizi di e-government, e-culture ed e-justice.  

Sono stati oltre cento i rappresentanti dei 28 Stati membri dell’Ue a partecipare alla due giorni. MarkkuMarkkula, primo vice presidente del Comitato europeo delle Regioni MarkkuMarkkula, ha molto apprezzato il lavoro che sta facendo la Regione siciliana: "Agenda digitale è cruciale per competere sui mercati con Usa e Cina. Noi in Europa abbiamo il vantaggio di avere Paesi differenti e una grande quantità di investimenti per la popolazione, oltre a un eccellente sistema di ricerca delle nostre Università". Anche per il presidente della commissione Sedec, Josè Ignacio Ceniceros Gonzalez "la digitalizzazione è una questione di estrema importanza per tutte le Regioni europee ed è la chiave per affrontare la sfida dello spopolamento delle aree rurali. Per quanto riguarda La Rioja, saremo la prima regione in Spagna a coprire il 90% del territorio con fibra a velocita' ultra rapida". 

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Tra i relatori del convegno anche il sindaco Leoluca Orlando e il rettore dell’Università Fabrizio Micari. “Abbiamo accolto con grande piacere - ha commentato il rettore - la richiesta di ospitare questo convegno allo Steri, la più storica delle nostre sedi. Parlare di rivoluzione digitale in questo luogo costituisce un ulteriore importante passaggio dei suoi 700 anni di storia. Come Ateneo siamo fortemente impegnati nel miglioramento continuo della nostra app, nella digitalizzazione di tutte le procedure amministrative e burocratiche. Nella nostra Regione – ha concluso– c’è indubbiamente un problema di occupazione giovanile. Gli investimenti sul digitale potranno permettere di creare importanti prospettive occupazionali per i nostri laureati e di fare un grande passo avanti per la Sicilia”.

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