Asili nido: dalla Regione 17 milioni per 44 Comuni, cinque gli interventi nel Palermitano

I fondi serviranno per ristrutturare gli immobili e migliorare i servizi per la prima infanzia. Due le strutture interessate in città e tre in Provincia. Il presidente Musumeci: "Sosteniamo le esigenze degli enti locali, a beneficio delle famiglie siciliane"

Quasi diciassette milioni di euro a favore di 44 Comuni dell’Isola per ristrutturare gli immobili destinati ad asili e migliorare, in generale, i servizi per la prima infanzia. Li ha finanziati la Regione che, tramite l’assessorato della Famiglia, ha pubblicato la graduatoria provvisoria delle 49 istanze ammesse in base all’Avviso pubblicato nello scorso mese di novembre. Nel Palermitano sono cinque gli interventi previsti: Valledolmo (adeguamento edificio di contrada Chiusa Madonna); Casteldaccia (manutenzione straordinaria per la riqualificazione funzionale ed efficientamento energetico dell’asilo di via “Cattaneo”); Palermo, due interventi (riqualificazione energetica, edilizia e impiantistica dell’asilo “Faro” e fornitura e collocazione di asilo nido prefabbricato in via “XXVII maggio”); San Giuseppe Jato (recupero locali e spazi della ludoteca comunale).

Gli interventi proposti vanno dalla realizzazione di nuovi asili alla manutenzione straordinaria e riqualificazione di strutture esistenti, dall’efficientamento energetico all’adeguamento igienico-sanitario all’acquisto di forniture e arredi. A dividersi le risorse del Fondo di sviluppo e coesione saranno tutte le nove province dell’Isola. "Costruire nuovi spazi, o ristrutturare quelli esistenti, per la prima infanzia - evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci - è un dovere per chi amministra. Ecco perché il mio governo nel corso di questo primo scorcio di legislatura ha già messo a disposizione decine di milioni di euro per questa finalità. Stiamo intervenendo per sostenere le esigenze degli enti locali, finanziando opere infrastrutturali e servizi qualificati dedicati alla fascia di popolazione che va da zero a tre anni. Lo facciamo a beneficio delle famiglie siciliane, nella piena consapevolezza di un dato negativo come quello del numero insufficiente di servizi in questo settore e del tasso di natalità che nell’Isola è in calo".
 

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