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Filippo Roma con Claudia Mannino

Filippo Roma con Claudia Mannino

Amministrative 2012, tornano i dubbi: "Il Movimento 5 Stelle ha falsificato le firme?"

A gettare nuove incertezze sulla regolarità della lista grillina, dopo l'indagine della Digos del 2013, è il servizio andato in onda a Le Iene. Filippo Roma è venuto in possesso di moduli sospetti: contengono le firme ma non sono autenticati

Tornano i dubbi sulla autenticità delle firme raccolte a sostegno della lista Cinque Stelle, in occasione delle elezioni amministrative svoltesi a Palermo nel 2012. Alcuni attivisti del M5S le avrebbero ricopiate per evitare di essere esclusi dalla tornata elettorale: avrebbero commesso un reato perchè i moduli erano sbagliati, "uno dei candidati era nato in un luogo ma sul modulo era stata riportata un’altra località". A dirlo davanti alle telecamere de Le Iene è Vincenzo Pintagro, attivista del Movimento 5 Stelle. 

L'INDAGINE DELLA DIGOS. Nel 2013 la Digos aveva aperto un'indagine sulle questione, poi archiviata. Ora il servizio di Filippo Roma getta nuove incertezze sui Cinque Stelle. La Iena è venuta in possesso di documenti inediti, moduli, che sembrerebbero originali, della raccolta firme a sostegno dei candidati del M5S per le elezioni. I fogli presentano il logo del M5S, dati identificativi (nome, cognome, luogo e data di nascita, il comune di iscrizione alle liste elettorali, il documento di identità) e firme dei sostenitori. Fin qui tutto regolare. L'anomalia sta nella parte dedicata all’autenticazione: mancano il timbro e la firma del pubblico ufficiale. "Perché non sono stati consegnati?", si chiede la Iena.

GUARDA IL SERVIZIO DELLE IENE

A spiegarlo, nel servizio, è il professore Vincenzo Pintagro, all’epoca delle indagini, tra le persone sentite dalla polizia perché informate dei fatti. Il professore, che nel 2012 era candidato del M5S alle elezioni amministrative, sostiene di essere testimone oculare di un fatto che spiegherebbe il tutto. In occasione delle ultime elezioni a Palermo, spiega a Filippo Roma, "c’è stato qualcosa che non si sarebbe dovuto assolutamente fare, un’irregolarità palese. Cioè, quando si sono raccolte le firme, io ho trovato due persone che stavano ricopiando duemila firme e in quella sede che era la nostra dissi subito, e fui il solo, “ragazzi, ma siete pazzi? Noi stiamo commettendo tutti quanti un reato, un reato penale”. "Stavano ricopiando - continua Pintagro -. Nel momento in cui tu la ricopi e firmi tu non è la stessa cosa di chi ha realmente firmato". 

"Per quale motivo queste persone avrebbero falsificato le firme originali?", chiede la Iena. L'intervistato risponde: "Per un errore formale. In pratica si è trattato di questo: uno dei candidati era nato in un luogo ma sul modulo era stata riportata un’altra località. Allora, praticamente, per paura di essere esclusi hanno fatto questo". Il professore ha ripetuto più volte di essere presente quando il fatto è successo e di aver detto agli altri attivisti: “Ma cosa state facendo?”

Il testimone oculare intervistato dà delle indacazioni anche sulle persone che avrebbero falsificato le firme. "Due delle attiviste più giovani, ma più esperte in grafica - dice - perché una di queste è l’autrice del logo del Grillo di Palermo. Una oggi è parlamentare a Roma e l’altra è collaboratrice del M5S all’assemblea regionale siciliana". Messo sottopressione da Filippo Roma, alla fine Pintagro conferma i due nomi fatti dalla "Iena": le firme sarebbero state ricopiate da Samantha Busalacchi, candidata alle comunarie, e Claudia Mannino, parlamentare nazionale. Le due attiviste smentiscono tutto. "Non ho niente da dire perchè non so di cosa parli", dichiara la parlamentare. Samantha Busalacchi, invece, promette alla Iena un incontro chiarificatore sull'argomento, alla presenza anche di Pintagro, ma poi si tira indietro.

Il vice presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio fa sapere, con una nota, che a seguito di una segnalazione da parte della trasmissione tv 'Le Iene', il suo staff ha verificato l'esistenza di una email anonima, inviata il 12 settembre 2016 all'indirizzo della mia segreteria, sulla questione della presunta irregolarità nella raccolta firme per le candidature nelle elezioni comunali di Palermo del 2012, vicenda su cui la Polizia aveva già indagato senza alcun esito. La settimana scorsa la mail è stata inoltrata al Comando dei Carabinieri, per ogni loro eventuale e opportuna valutazione in merito".

L'ATTACCO DEL PD. "Claudia Mannino, Samantha Busalacchi mi fareste un autografo? Vorrei confrontarlo con #duemilafirme. Beppe Grillo mi aiuti? #bastaunafirma". Così Carmelo Miceli, segretario provinciale del Partito democratico di Palermo, commenta su Twitter la puntata di ieri de 'Le Iene' (Italia 1). "Abbiamo scoperto che ci sono anche gli amanuensi tra i grillini. Cosa ha da dire Luigi Di Maio questa storia? Intanto aspettiamo che l'onestà torni di moda", twitta Alessia Morani, deputata e vicepresidente del gruppo Pd.

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