Finanziaria, il governo Musumeci battuto: l'Ars boccia il "modello Portogallo"

Bocciato l’articolo che avrebbe consentito di provare ad attrarre in Sicilia i pensionati di altri Paesi europei grazie a forti sconti ed esenzioni fiscali. Il provvedimento era fortemente voluto dal vice presidente Gaetano Armao

Musumeci e Armao all'Ars

L'Ars boccia il "modello Portogallo”, l'articolo 1 della Finanziaria siciliana che avrebbe introdotto delle agevolazioni per i pensionati di altri paesi europei che trasferiscono la propria residenza fiscale nella Regione. Un provvedimento fortemente voluto dal vice presidente della Regione, Gaetano Armao, che poco prima della votazione a Sala d'Ercole ha preso la parola per difendere la norma.

"L'obiettivo - ha detto Armao - è rendere, soprattutto i piccoli centri della nostra Isola, destinati altrimenti a spopolarsi, più attrattivi. E' una norma che viene dalla commissione ormai, il governo ne ha quasi perso la genesi e ringrazio il contributo arrivato dalle forze di opposizione, come il Pd, che ha migliorata un provvedimento con cui  puntiamo ad avere nuovi siciliani che possano venire a vivere qui. Abbiamo anche limitato il vantaggio fiscale solo sugli immobili acquisiti dopo l'entrata in vigore". Parole che non sono bastate a convincere l'Aula: con 35 voti favorevoli è passato un emendamento soppressivo della norma. 

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"Bocciando la norma che prevedeva agevolazioni fiscali per coloro che avessero trasferito la propria residenza o sede sociale dall'estero in Sicilia, l'Ars ha gettato al vento una grande occasione. Queste agevolazioni fiscali sarebbero state un importante e concreto incentivo al trasferimento nella nostra regione di cittadini e imprese dall'estero, con conseguenti effetti positivi per l'indotto economico ed occupazionale in Sicilia. Purtroppo in aula ha prevalso la logica del “tanto peggio tanto meglio", commenta Alessandro Aricò, capogruppo di DiventeràBellissima.

Dopo la bocciatura dell'articolo 1 della legge di stabilità, l'esecutivo di nuovo ko questa volta sull'articolo 7, una norma tecnica che avrebbe consentito di liberare risorse spalmando il disavanzo della Regione in un trentennio. “L’esito del voto contrario dell’Aula su una previsione contabile relativa al ripianamento del disavanzo richiede taluni approfondimenti che il Governo sta svolgendo, al fine di garantire il rispetto degli equilibri finanziari poliennali individuando le opportune soluzioni”, ha detto Armao, dopo la bocciatura da parte dell’Aula dell’articolo 7 del disegno di Legge di stabilità relativo al ripianamento del disavanzo. Il numero uno di Sala d'Ercole, Gianfranco Miccichè, ha sospeso la seduta sino alle 18. “Il Governo - ha concluso Armao - confida nel senso di responsabilità del Parlamento alla ripresa dei lavori nella giornata di domani”. 

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“La bocciatura degli articoli 7 ed 1, cardini di questa disastrosa Finanziaria, è - afferma il capogruppo del M5S all’Ars Francesco Cappello - la lapalissiana dimostrazione dell’inconsistenza di questo governo, che non ha saputo difendere le norme fondanti dell’impianto normativo portato in aula. A scontarne le conseguenze, come al solito, saranno i siciliani, che attendono invano risposte da questo arrogante e presuntuoso esecutivo. A questo punto Musumeci ha poca scelta: o si libera dalle zavorre che lo frenano e scrive assieme a noi quattro riforme per salvare la Sicilia o vada a casa”.

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